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Piste ciclabili, al via la tracciatura in Valbisagno ma il Municipio accusa: “Non tutelerà le bici”

"L’amministrazione comunale anche questa volta tira dritto, dimenticando le necessità dei territori e non coinvolgendo i cittadini"

Genova. Sono iniziati oggi in corso Galliera i lavori di tracciatura della rete ciclabile d’emergenza che collegherà il centro e la Valbisagno fino ai quartieri di San Fruttuoso e Staglieno, interessando entrambe le sponde. Le operazioni, curate sempre da Aster, dovrebbero concludersi entro la fine dell’anno come aveva annunciato il mobility manager del Comune, Enrico Musso.

Ma sulle corsie per le bici si riaccende la polemica tra Tursi e il Municipio guidato da Massimo Ferrante, che proprio ieri aveva organizzato una commissione sul tema con l’assessore Matteo Campora. “Ieri abbiamo avanzato le nostre perplessità – scrive il consigliere Pd Stefano Boilini – ma nel mentre il progetto veniva consegnato all’Aster per la sua realizzazione. L’amministrazione comunale anche questa volta tira dritto, dimenticando le necessità dei territori e non coinvolgendo i cittadini”.

Il progetto non prevede vere e proprie piste ciclabili in sede riservata, come quella realizzata in corso Italia, ma le più frequenti bike lane contraddistinte dalla vernice rossa, cioè corsie promiscue utilizzabili da velocipedi e mezzi equiparati (come i monopattini elettrici) che però all’occorrenza possono essere ingombrate dagli altri veicoli. Non saranno cancellati parcheggi.

Generica

Secondo la maggioranza di centrosinistra in Municipio “il progetto poteva essere realizzato in collaborazione con il territorio così da poter studiare gli accorgimenti per fare percorsi più sicuri e con meno commistione tra il traffico privato e le bici. I percorsi studiati saranno promiscui e quindi non tuteleranno i ciclisti urbani, inoltre si scontreranno con la sosta selvaggia causata dalla continua carenza di spazi urbani”.

La direzione è quella giusta, è necessario modificare l’attuale assetto delle città per consentire anche a chi sceglie la mobilità dolce di poter usufruire degli spazi in sicurezza, questo processo però necessita di programmazione, di azioni equilibrate e di una gran conoscenza del territorio – conclude Boilini -. In questi mesi non siamo mai stati coinvolti, ne mai c’è stato chiesto dove vorremmo in futuro delle piste ciclabili strutturate (percorsi separati) sebbene in più occasioni abbiamo avanzato proposte, rimaste sempre inascoltate”.