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Pista ciclabile sospesa in corso Italia, la Fiab contro Tursi: “Non servirà a evitare le code”

L'associazione critica la decisione del Comune: "Le code ci sono sempre state ma si dà la colpa alla pista ciclabile"

Genova, “Ancora una volta si sospende la pista ciclabile di corso Italia considerata unica imputata del traffico della zona, era già successo per il Salone Nautico ed abbiamo dimostrato con foto che le code si formavano ugualmente. Stessa cosa avverrà in questi due giorni di sospensione e lo dimostreremo”.

Così la Fiab, federazione degli amici della bicicletta, critica la decisione del Comune di sospendere per 48 ore la validità della pista ciclabile in sede riservata in corso Italia dopo il colpo di grazia al traffico dato dall’apertura di Esselunga in via Piave. La foto di copertina è relativa al provvedimento analogo preso per le giornate del Salone Nautico, quando il lungomare era tornato a due corsie ma la viabilità non ne aveva tratto grande beneficio.

Code che, secondo la Fiab, si sono sempre verificate nel periodo natalizio. “Quello che vediamo in questi giorni è sosta selvaggia in ogni angolo attorno al nuovo supermercato, la gratuità dei posteggi che ha fatto affluire orde di auto in centro ed in generale in tutta la città, il solito tappo in corrispondenza della rotonda della Foce e Corso Marconi, ma si da la colpa alla pista ciclabile. Come dire che la nave sta affondando per una falla ma la colpa è del gabbiano che si è posato sopra”.

“Non vogliamo intervenire nella polemica tra maggioranza e opposizione che ha finito per aumentare la curiosità nell’apertura di un supermercato, fatto di per se banale. Ci aspetteremmo comunque che i nostri politici di maggioranza e di opposizione si occupassero della qualità della vita delle persone e non di queste cosa da repubblica delle banane come essere pro o contro un supermercato”, incalza Romolo Solari, presidente della Fiab.

“Ciò detto ormai è dimostrato: Genova non è una città adatta alle auto – aggiunge Solari -. Le strade sono strette, parcheggi non ce ne sono e dove ci sono 200 posti auto ne attirano 400. La sosta in doppia fila ormai è una prassi e quello che è più grave nei contatti che abbiamo avuto con diversi municipi, anche qui, sia di centro-destra che di centro-sinistra la sosta selvaggia per loro sembra una cosa ineluttabile”.

“È questa la Genova che vogliamo? – conclude l’associazione -. Facciamo appello agli esponenti di maggioranza ed opposizione che non vogliono una Genova brutta, inquinata ed assediata dalle auto, sappiamo che esistono. Non tutti infatti fanno dichiarazioni in Consiglio Comunale che lasciano rabbrividiti come quelle che abbiamo ascoltato recentemente quando si parlava di mobilità sostenibile. Rappresentanti dei cittadini rimboccatevi le maniche, fateci uscire da questo assedio che è peggiore di quello del 1746″.