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Piscine e palestre potrebbero riaprire a fine gennaio, ancora stop agli impianti sciistici

Spadafora: " Voglio lanciare un segnale di tranquillità", ma gli impianti di risalita "saranno ancora chiusi"

Genova. Cosa succederà dopo il 7 gennaio? Sono in tanti a domandarselo a cominciare dal mondo dello sport amatoriale e della cultura di cui in questi mesi si è di fatto smesso di parlare.

Ma se per quanto riguarda cinema e teatri ancora tutto tace, per piscine e palestre – la cui apertura a metà gennaio, data naturale della scadenza dell’attuale dpcm, sembra molto incerta – è intervenuto questa mattina il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora a provare a rassicurare.

“Penso sia possibile, seppur con alcune limitazioni, riaprire palestre, piscine e centri di danza entro la fine di gennaio ha detto il ministro stamattina al programma di Raitre Agorà.

Il ministro ha aggiunto che si dovrà tenere conto dell’andamento dei contagi, “ma l’apertura a fine gennaio è un obbiettivo raggiungibile. Vorrei lanciare un segnale di tranquillità”.

Spadafora ha parlato anche del decreto Ristori. A gennaio ne arriverà un quindi e per il settore sciistico sarà “sostanzioso perchè sicuramente saremo costretti a tenere ancora chiuse le attività, ma non stiamo abbandonando nessuno. La verità è che non siamo ancora usciti dalla crisi e dovremo farlo in contemporanea con la diffusione dei vaccini, entro gennaio”.

“L’incertezza sulla data di riapertura degli impianti di risalita rischia di affossare l’economia della val d’Aveto: il Governo faccia chiarezza e nel frattempo preveda ristori adeguati per le imprese colpite quantificandoli in percentuale sul fatturato dello stesso periodo (dicembre-gennaio) e non sul mese di aprile”. È il grido di allarme lanciato da Domenico Cianci, consigliere regionale del gruppo Cambiamo, preoccupato per l’allungamento dei tempi di riapertura che sta provocando gravi danni all’economia di Santo Stefano d’Aveto e di tutta la vallata che basa una fetta importante della propria sussistenza sul turismo invernale.

“Il 23 novembre la Conferenza delle Regioni ha approvato e presentato il protocollo sanitario per l’utilizzo degli impianti di risalita in sicurezza. Bene, solo pochi giorni fa il Comitato Tecnico Scientifico ha risposto chiedendo ulteriori aggiustamenti: modifiche che certamente verranno recepite e mi auguro possano portare, questa volta con tempi più rapidi, all’approvazione del documento. Ulteriori rimpalli non sono più accettabili: serve un’accelerazione e una data certa di riapertura per consentire agli operatori di prepararsi ad accogliere le persone. Intanto il Governo fornisca risposte immediate a imprese e lavoratori calcolando i ristori sulla base del fatturato dei mesi di dicembre e gennaio della passata stagione. Continuare a ignorare un settore come quello del turismo montano, trainante per alcune vallate e regioni italiane, significa essere scollegati con la realtà del Paese”.