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Osiglia, il passato riaffiora: si svuota il lago e il paese si riempie di turisti fotogallery

Ancora pochi giorni per vedere i resti dell'antico borgo sommerso dall'acqua

Osiglia. È iniziato il lento e graduale riempimento della diga di Osiglia, che nei giorni scorsi è stata interessata dai periodici lavori di manutenzione, per i quali, ogni dieci anni circa l’invaso viene svuotato. Era dal 2006 che non si vedeva così il grande bacino artificiale della Val Bormida, ed è per questo motivo che il piccolo paese è stato preso d’assalto, specie nello scorso fine settimana, da turisti e visitatori che passeggiando sulle rive del lago hanno potuto ammirare ciò che resta delle tre borgate sacrificate, negli anni Trenta, da questa costruzione titanica.

Con l’invaso vuoto, infatti, riaffiorano le case e le strutture di un paese che non esiste più, o meglio, di quello che anticipava l’attuale borgo di Osiglia. A raccontare e documentare la storia la guida archeologica Mitch e la fotografa e videomaker Chiara Salvadori dell’associazione Wild Bormida-Outdoor Adventures, che si occupa di promuovere il territorio. Tra le curiosità, il fatto che inizialmente la diga doveva essere costruita a Murialdo, ma a causa dell’inadeguatezza del terreno si scelse proprio il paese a monte. I rilievi per la sua costruzione vennero eseguiti nel 1936, mentre l’anno successivo inizió la grande impresa, con maestranze provenienti da tutto il nord Italia. Tre le località sommerse: Cavallotti, Giacchini e Bertolotti, con lo sfollamento di circa trecento persone.

Oltre a rappresentare una preziosa riserva d’acqua, è diventato, nel tempo, un punto di riferimento per la pesca sportiva e altre discipline come il canottaggio, nonché un approdo estivo per i turisti che amano la tranquillità del posto. Il lago può contenere fino a tredici milioni di metri cubi di acqua, e nel suo punto massimo può raggiungere i 637 metri di altitudine sul livello del mare. Alimentato dal fiume Osiglietta, è contenuto dalla paratia alta settantacinque metri, larga trecento e con tredici metri di spessore, costruita con ben ottanta mila metri cubi di calcestruzzo.

Ancora per pochi giorni si potranno ammirare i resti del vecchio paese, poi il bacino tornerà ad essere pieno e a far bella mostra di sè come una ben nota oasi di pace e natura tra i monti dell’entroterra savonese.