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Manifesti anti abortisti, gli attivisti del Liguria Pride li denunciano al garante: “Il Comune li rimuova”

A Milano il Comune li ha fatti rimuovere. A Genova anche il Pd chiede venga fatto lo stesso

Genova. Anche la comunità Lgbt va all’attacco contro i manifesti anti-abortisti fatti affiggere in diverse città d’Italia dall’associazione Pro-Vita e chiede al Comune di Genova di rimuoverli come è stato fatto a Milano.

“Ci avevano provato nel 2018, con un enorme manifesto a Genova in Corso Buenos Aires, con al centro un feto e la scritta “Tu eri così a 11 settimane…” per far sentire in colpa le donne che ricorrono all’interruzione volontaria di gravidanza e riversare loro addosso lo stigma di assassine – ricordano gli attivisti del Liguria Prida – Sono ritornati in questi giorni in tante città italiane con una nuova campagna, più subdola e velenosa, per fermare l’uso dell’aborto farmacologico tramite RU486, volendo fare intendere che questo farmaco in uso ormai da più di vent’anni in Europa, sia pericoloso”.

Per gli attivisti e le attiviste genovesi di Liguria Pride “L’ideazione, la stampa e la diffusione di questa campagna ProVita è un atto di violenza contro le donne”.

“Il messaggio è scioccante e di una gravità senza confini; al centro la protagonista che sembra una bimba, evidente il richiamo alla favola di Biancaneve e qui la strega è il libero arbitrio che ogni donna deve avere in ogni sua decisione, in rilievo i tre elementi di colore rosso: le labbra, la pillola di dimensione abnorme e la domanda (prenderesti mai del veleno?) che nella sua struttura fa sì che la donna diventi al contempo un’assassina e vittima del proprio delitto. L’assenza della figura maschile in questo caso non è a sottolineare che su aborto e maternità l’ultima parola spetta alle donne, bensì ad affermare che le donne senza una guida maschile sono alla mercè di istinti ferini e irrazionali, socialmente pericolosi”.

“Abbiamo scelto di non far mancare la segnalazione al Garante della concorrenza e del mercato, tramite Ilaria Gibelli, avvocata ed esponente del Coordinamento Liguria Rainbow, in quanto “Questi cartelloni ledono il diritto di autodeterminazione delle donne, ledono il diritto all’aborto, fuorviano le persone dal corretto utilizzo della pillola abortiva approvata dall’OMS, paragonandola a veleno, violando la legge n. 194/78 che ha consentito l’interruzione di gravidanza in modo legale”.

“A Milano l’amministrazione comunale li ha fatti rimuovere – ricordano gli attivisti – E a Genova? Pretendiamo che vengano rimossi”.

Anche il Partito democratico fa la stessa richiesta al sindaco di Genova Marco Bucci: “Consideriamo inopportuno e lesivo della sensibilità delle donne e di ognuno di noi il maxi manifesto contro l’aborto affisso in corso Aurelio Saffi  e firmato dall’associazione Pro-Vita – scrivono i consiglieri in una nota – Le immagini e i messaggi usati da Pro Vita ancora una volta  risultano essere inaccettabili in un Paese dove si combatte ogni giorno contro gli stereotipi di genere”.

“Chiediamo all’amministrazione comunale di rimuovere il manifesto e chiederemo l’intervento del Difensore civico considerato che immagine e messaggio scelti costituiscono, ancora una volta, a nostro giudizio, un attacco alle donne in un ambito personale che richiede invece sensibilità e delicatezza. Purtroppo, quanto già accaduto in passato non ha insegnato nulla e questa amministrazione comunale continua a fare finta di niente e a permettere che le donne siano attaccate e denigrate nella loro intelligenza e sensibilità”.