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Lo Stato torna a mettere le mani sull’ex Ilva, Toti: “Ora spero nuovi posti di lavoro a Cornigliano”

Cambiare l'accordo di programma? "Ne ragioneremo senza dubbio: se c'è occupazione e lavoro noi ci siamo sempre"

Genova. L’ingresso dello Stato nell’ex Ilva? L’importante è che si cominci a investire in un’azienda che, per quanto riguarda Genova, è un’eccellenza assoluta del territorio. Spero che si torni a parlare di occupazione e non di cassa integrazione, spero che si cominci a parlare di recupero di posti di lavoro visto che investiamo un milione di metri quadri delle nostre aree più pregiate sul porto per ospitare uno stabilimento storico di questo Paese che una volta dava da lavorare a molte migliaia di persone e oggi si è ridotto a circa mille occupati”.

Così il presidente della Liguria Giovanni Toti commenta lo storico accordo, firmato nella tarda serata di ieri sera, che sancisce l’entrata di Invitalia nel capitale di Am InvestCo Italy. La mano pubblica entra nella società italiana con un doppio aumento di capitale: un primo aumento da 400 milioni di euro darà a Invitalia, che è controllata dal ministero dell’Economia, il 50% dei diritti di voto della società.

E se questo significa per Taranto l’avvio immediato del piano di decarbonizzazione per un terzo dell’acciaio prodotto, nello stabilimento di Cornigliano, che è già “pulito” da anni, si spera che possa essere l’inizio di un nuovo corso dopo anni di investimenti promessi e mai attuati. “Se l’ingresso dello stato dentro Ilva vorrà dire un rilancio di questa struttura ci trova d’accordo, se vuol dire l’ennesima falsa partenza come quella che abbiamo già vissuto negli ultimi cinque anni francamente sarà un’altra occasione perduta”, avverte Toti.

Ora Genova attende un nuovo piano industriale. Ma non è escluso che il nuovo assetto porti anche a una ridefinizione dell’accordo di programma che vincola le aree di Cornigliano al numero di occupati. Un’idea su cui il sindaco Bucci spinge da tempo: o l’ex Ilva occuperà più persone oppure si inizierà a valutare di destinare ad altre aziende parte di quegli spazi.

Ne ragioneremo senza dubbio – risponde Toti interpellato sul tema -. Se c’è occupazione, lavoro, sviluppo di una filiera noi ci siamo e ci siamo sempre stati. Abbiamo sempre dato la nostra disponibilità con tutte le istituzioni del territorio compatte. Io spero che quel milione di metri quadri cominci a rendere qualcosa di più in termini di occupazione di qualità per questa città”.