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L’anno solare del Genoa: 38 punti su 35 partite e solito valzer di allenatori e ds

Intanto l'unico giovane emergente di proprietà, Rovella, è stato appena venduto alla Juventus

Genova. 38 punti su 35 partite giocate. 10 vittorie, 8 pareggi e 17 sconfitte, 44 reti fatte e 65 subite. Solo Parma, Cagliari e Torino hanno fatto peggio tra quelle che hanno giocato la serie A sia nel 2019-2020 sia nel 2020-2021. In ogni caso è andata meglio rispetto al 2019, dove i punti erano stati solo 29.

L’anno solare del Genoa era iniziato con una vittoria in casa contro il Sassuolo (2-1) e l’esordio in panchina di Davide Nicola.

La squadra, dopo un 2019 decisamente complicato e l’esonero di due allenatori in pochi mesi (Andreazzoli e Thiago Motta) sembrava aver trovato la quadra, tanto che fu capace di pareggiare a Bergamo 2-2 all’inizio di febbraio, vincere con il Cagliari in casa, distruggere il Bologna in trasferta 0-3 e addirittura fare il colpaccio a Milano contro il Milan (la squadra migliore in questo anno solare) il 23 febbraio. In Coppa Italia,a gennaio, aveva ceduto solo ai calci di rigore a Torino contro i granata.

Dopo il lockdown il Genoa è ripiombato nel baratro e da compagine in gran forma, è riemersa zoppicante, conquistando una salvezza all’ultima giornata. Fondamentali, col senno di poi, i pareggi a Brescia e a Udine oltre che, naturalmente, le vittorie in casa contro la Spal del 12 luglio e contro il Lecce del 19 luglio. Il derby senza pubblico vinto il 22 luglio ha preceduto l’ultima vittoria dell’anno proprio all’ultima giornata, il 3 agosto: il 3-0 contro il Verona mentre il Parma batteva il Lecce, diretta concorrente, in Puglia.

Il resto è storia recente: l’arrivo di Daniele Faggiano come direttore sportivo, già sostituito da Francesco Marroccu che non era stato confermato a fine stagione. La scelta di Maran sulla panchina, preferito a Nicola, rimasto a libro paga, un mercato che ha portato a Genova in prestito Davide Zappacosta, fermato dagli infortuni in questo inizio di stagione, Gianluca Scamacca, la punta più prolifica dopo l’epidemia di Covid che ha colpito più di mezza squadra, Miha Zajc, una delle delusioni più grandi sinora (utilizzato a singhiozzo e fuori ruolo). Tanti, troppi prestiti e un’esclusione eccellente, quella di Lasse Schone, messo fuori rosa a quanto pare per non aver accettato un trasferimento, in favore del giovane Rovella: la valorizzazione alla luce della penuria di talenti di proprietà da cui il Genoa ha sempre tratto giovamento dal punto di vista dei bilanci è stata l’unica nota positiva per la Società, visto che è stato appena venduto alla Juventus (resterà in prestito sino a fine stagione).

Solo due le vittorie in questo strano inizio di stagione per il Genoa: la prima contro il Crotone e l’ultima di quest’anno contro lo Spezia e con il cambio in panchina: il ritorno di Davide Ballardini è forse la notizia più lieta per i tifosi. Sono così tre gli allenatori a libro paga di Preziosi.

Dal punto di vista societario anche l’ultima voce su una possibile vendita è naufragata proprio sotto Natale.

Il 2021 inizierà con 10 punti in classifica, una partita difficile in casa contro la Lazio e ancora senza il sostegno del pubblico. Sembrerà una sciocchezza, ma che in fondo alla classifica attualmente ci siano squadre come Genoa, Torino e Fiorentina, che hanno nel sostegno del pubblico un atout importante quando le partite si fanno difficili, non pare proprio casuale. A volte i punti li fa la Gradinata.

Fondamentale, per la risalita in classifica, sarà il mercato di gennaio: l’assenza di una punta di peso (Scamacca ha mostrato un po’ di appannamento, mentre Destro è in ascesa, ma non può reggere tutto l’anno) è il principale problema. Tuttosport dà per fatto il ritorno di Piatek, Telenord invece afferma che tutto è sfumato. Staremo a vedere.