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L’albero di Natale da record di San Fruttuoso sarà “riciclato” in piazza Galileo Ferraris

Il Municipio riutilizza la struttura metallica per un albero luminoso. L'impresa dell'anno scorso non ancora ufficialmente riconosciuta

Genova. Purtroppo non sarà possibile replicare la stessa atmosfera magica dell’anno scorso perché le 4.500 “mattonelle” di lana colorata sono state trasformate in coperte e donate al canile di Monte Contessa. Ma un pezzo di quell’opera d’arte continuerà a vivere in un altro quartiere della Bassa Valbisagno. È iniziato in piazza Galileo Ferraris a Marassi il montaggio della struttura metallica che sorreggeva l’albero di Natale da record in piazza Martinez, il più alto del mondo (11 metri) mai realizzato con la tecnica dell’uncinetto.

“Per quella struttura avevamo speso 10mila euro, ovviamente non l’abbiamo buttata via – spiega il presidente del Municipio, Massimo Ferrante – e abbiamo scelto di usarla in quella piazza perché di recente abbiamo progettato e cofinanziato la sua riqualificazione“. Lo scheletro sarà addobbato con un sistema di illuminazione che lo rivestirà completamente, un po’ sulla falsariga di quello installato nel 2019 in piazza Duomo a Milano.

L’albero di San Fruttuoso, nato da un’idea della commerciante Jadwiga Pacholec e realizzato col contributo di residenti e negozianti del quartiere, è ancora in attesa di entrare nel Guinness World Records. “Al momento risulta immatricolato e iscritto – racconta Steno Dieci, l’editore della zona che ha seguito la pratica ufficiale – ma siccome la nostra è una categoria nuova da Londra ci hanno detto che preferiscono tenerlo in serbo finché qualcuno non deciderà di sfidarci. Avremmo potuto pagare 3mila euro e ottenere subito il riconoscimento, ma era fuori dalla nostra portata”. Se un giorno arriverà il record mondiale, dovrebbe essere riconosciuto anche un premio in denaro.

Comunque vada, è un’esperienza che a San Fruttuoso resterà storica. “È nato come uno scherzo, nessuno di noi si aspettava che sarebbero arrivate persone da tutta Italia per vederlo”, raccontano gli organizzatori che avevano preso spunto da un albero analogo realizzato a Trivento in Molise. Quest’anno la pandemia ha impedito di riunirsi per tentare nuove imprese, ma nel 2021 non è escluso che il quartiere possa far parlare nuovamente di sé.