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La sanità vale il 64% del bilancio della Liguria, oltre 3 miliardi e mezzo previsti nel 2021

In totale stanziate risorse per 5,61 miliardi, Toti: "Politiche condizionate dall'emergenza Covid"

Genova. È sempre la sanità la voce più consistente del bilancio della Liguria, con una dotazione complessiva di 3 miliardi e 613 milioni che corrispondono a più del 64% del totale delle risorse per l’anno finanziario 2021, pari a 5 miliardi e 612 milioni per l’anno finanziario 2021. Emerge dalla relazione sui documenti di bilancio presentata oggi dal presidente Giovanni Toti all’inizio della sessione dedicata del consiglio regionale che andrà avanti fino a mercoledì.

“È chiaro come la situazione epidemiologica a livello globale e l’emergenza sanitaria ed economica che ne conseguono condizionino le valutazioni e le proiezioni a tutti i livelli compreso quello regionale – ha detto il governatore illustrando la relazione – In questo quadro, complesso e a tratti difficilmente definibile, la Regione declina le proprie decisioni di bilancio con il fine di garantire tutte le funzioni a favore della comunità regionale sia sotto il profilo dell’impulso agli investimenti pubblici, del sostegno alle attività economiche e all’occupazione, oltre alla missione fondamentale della gestione e organizzazione del servizio sanitario regionale e delle politiche sociali ad esso strettamente collegate”.

La manovra di bilancio per gli anni 2021-2023 aggiorna le previsioni già approvate a luglio tenendo conto della nota di aggiornamento al Def del Consiglio dei ministri dello scorso 5 ottobre e del successivo accordo tra Stato e Regioni concluso il 5 novembre.

Le altre voci di spesa, in ordine di consistenza economica, riguardano i trasporti (340,3 milioni di cui 122,8 al trasporto ferroviario e 188 milioni al trasporto pubblico locale), lo sviluppo economico (168,5 milioni), politiche sociali e famiglia (117,2 milioni), lavoro e formazione professionale (110,3 milioni), sviluppo sostenibile e tutela dell’ambiente (45,7 milioni), edilizia abitativa (38,5 milioni), istruzione e diritto allo studio (32,3 milioni), soccorso civile (28,1 milioni), politiche agroalimentari e pesca (23,9 milioni), relazioni con autonomie territoriali e locali (18,2 milioni), relazioni internazionali (12,7 milioni), energia (10 milioni), valorizzazione dei beni culturali (4,8 milioni).

Per la gestione del debito pubblico vengono stanziati 292,2 milioni, comprensivi delle quote di ammortamento per mutui e prestiti. Per il funzionamento del consiglio regionale la spesa è di 24,2 milioni di euro all’anno, un fabbisogno che “costituisce spesa obbligatoria”, come riporta la relazione.