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Il mini luna park di Pra’ diventa un caso, il Municipio: “Assembramenti? Il Comune lo chiuda” fotogallery

I cittadini lanciano l'allarme, Chiarotti chiede a Tursi di ripensarci. Niente baracconi alla Foce, danni per un milione

Genova. “Ragazzi, mettetevi bene la mascherina”. Lo speaker degli autoscontri vicino al parcheggio della stazione di Pra’ non fa altro che ripeterlo, eppure i baracconi (se così si possono chiamare, due attrazioni e una mini-giostra per bambini) allestiti negli scorsi giorni nella delegazione dell’estremo Ponente genovese sono finiti subito nel mirino degli abitanti.

Troppi assembramenti“, è la lamentela che corre sui gruppi social di quartiere dove si grida all’ingiustizia: bar e ristoranti chiusi ma divertimento concesso, senza una logica apparente. E ora dalle istituzioni del territorio arriva un monito a Tursi: meglio vietarlo per evitare tensioni.

A giudicare dalle segnalazioni, arrivate a valanghe, la situazione sarebbe finita fuori controllo soprattutto nel tardo pomeriggio di domenica. Oggi – giorno feriale – l’affollamento sembra più contenuto. Il pubblico è formato quasi interamente da ragazzi adolescenti, spesso dotati di mascherina, ma non sempre persuasi a indossarla in maniera corretta. I giostrai fanno il possibile per far rispettare le norme, ma non riescono a impedire la formazione di capannelli al di fuori delle piattaforme. E sono soprattutto quelle le occasioni più facili per creare assembramenti.

Si tratta di un’attività autorizzata – precisa subito il presidente del Municipio Ponente Claudio Chiarotti -. Noi avevamo proposto ai giostrai di occupare l’area dei parcheggi davanti alla Coop, visto che l’anno scorso la musica ad alto volume aveva creato problemi di convivenza col Palamare. Il Civ era d’accordo. Immaginavamo che prima o poi sarebbe stato vietato, cosa che non è successa. Dopodiché il Comune ha individuato un’area alternativa senza nemmeno consultarci”.

La decisione di Tursi, infatti, è stata quella di “sdoppiare” i baracconi per evitare che si potessero configurare come un vero e proprio parco divertimenti, che è vietato esplicitamente dal Dpcm, mentre una singola giostra può operare in regola se rispetta le normative anti-contagio. Così il calcinculo è stato posizionato davanti al Palamare, mentre gli autoscontri sono all’angolo opposto del piazzale, a ridosso della ferrovia.

Ma per Chiarotti si tratta di una “scelta sconcertante” perché “un eventuale assembramento in un posto centrale è sotto gli occhi di tutti, e per la stessa polizia locale è più facile controllarlo. In questo modo hanno soltanto sparpagliato il problema perché ora abbiamo due aree occupate anziché una. A ottobre abbiamo dato un parere sull’area, poi non mi hanno più consultato e sono andati contro l’indicazione del municipio. Rischiamo di creare tensioni senza motivo”.

A questo punto, secondo il presidente del Municipio, non esistono soluzioni mediane: “Se il problema è che quelle aree non sono in condizioni di garantire la sicurezza, il governo ha dato il potere di restringere i provvedimenti. Al Comune nulla toglie di poterlo sospendere. Se avessi l’autorità per farlo emetterei io un’ordinanza per vietare questo tipo di attività nel Ponente. E lo stesso vale per i mercati rionali, perché a volte ci sono situazioni ingestibili. Bisogna prendersi la responsabilità e il coraggio di fare delle scelte”.

Tursi, però, non sembra di questa intenzione. Il luna park della Foce, che mancherà a Genova per la prima volta dal 1962, è stato cancellato perché la sua stessa conformazione avrebbe configurato una violazione al decreto. “Si tratta di fattispecie diverse – spiega l’assessore comunale al commercio Paola Bordilli -. In quel caso, ad esempio, si pagherebbe un solo biglietto per l’ingresso e questo lo qualificherebbe come parco divertimenti”. Sulla questione Pra’ ulteriori chiarimenti arriveranno domani in risposta a un’interrogazione in consiglio comunale.

Nel frattempo a Ponente i giostrai continuano a lavorare nonostante l’allarme che si è diffuso tra i cittadini della zona, mentre gli storici baracconi di piazzale Kennedy, di cui si era valutata una possibile edizione soft, finiscono definitivamente in archivio. “Considerando tutti i 140 operatori e l’indotto sull’economia della Foce parliamo di una perdita di quasi un milione di euro – lamenta Amedeo Zanetti, riferimento del consorzio -. Abbiamo deciso in maniera bilaterale col sindaco Bucci di rinunciare perché mancavano i presupposti. Non possiamo forzare la mano. Ma Genova ci mancherà e per noi è un dolore”.