Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Il loop infinito del Genoa, il ritorno di Ballardini, le note positive e le tante negative della stagione risultati

Luca Canfora, conduttore del programma One Genoa dell'emittente New Signal, analizza il momento del club del presidente Preziosi

“Tutto normale il prossimo Natale” è il titolo di uno dei tanti film natalizi che popolano la celebre piattaforma Netflix in questo periodo. In questa pellicola, il personaggio principale odia il Natale. Per alcune vicissitudini, tuttavia, finisce in un loop temporale che lo porta a risvegliarsi sempre la vigilia di Natale senza aver alcun ricordo di quanto accaduto nel corso dell’anno. Insomma, vive in un perenne giorno di Natale.

L’accostamento alla realtà del Genoa pare abbastanza immediato. Dimenticando puntualmente quanto accaduto nel corso delle stagioni precedenti, ogni anno o quasi  il Grifone parte con le migliori intenzioni (supportate da un mercato adeguato?) salvo poi trovarsi a navigare in acque poco tranquille e a cambiare la guida tecnica. Sempre la stessa solfa, con le esperienze passate finite nell’oblio. Anche in questo caso, la routine non è certo gradita, in primis dai tifosi. Rimanendo in ambito cinematografico si potrebbe conclude citando a metà un altro film: “E alla fine arriva (quasi sempre) Ballardini”.

Luca Canfora, conduttore del programma One Genoa dell’emittente New Signal, analizza a tutto tondo il momento che sta attraversando il club del presidente Preziosi. Tra le note positive di questo campionato complicato, Canfora inserisce Destro, “lo vedo pimpante da diverse partite, a parte i goal vedo che si muove bene e sembra tornato il Destro di cui si parlava a inizio carriera”, e l’altra punta genoana Scamacca, “non è del Genoa, ma è una nota positiva anche perché oltre al fisico possente è dotato di buona tecnica, forse non rimarrà purtroppo”. Elogi anche per Shomurodov che “ha fatto delle cose buone, anche nel derby in Coppa Italia”. “Ci sono altre cose positive – continua – che però si son viste poco, ad esempio a causa degli infortuni Zappacosta non è sceso in campo con regolarità”.

Venendo ai tasti dolenti, che sono “tanti” come ammette lo stesso conduttore rossoblù, dito puntato su Ghiglione che “pian piano è sembrato impaurirsi a dispetto di un avvio incoraggiante, un giocatore da cui mi aspettavo di più”. Discorso analogo per Sturaro, “un rendimento troppo altalenante anche a causa degli infortuni e che a una partita buona ne fa seguire due o tre di basso livello ” , e Radovanovic che “si conferma un giocatore troppo lento e compassato per il calcio italiano. Dopo Milanetto non abbiamo più trovato un regista, adesso vediamo se Schone verrà reintegrato, ma anche quando ha giocato non mi ha convinto appieno”. “C’è anche da dire – prosegue – che quando la squadra non funziona tutti faticano, quindi Schone potrebbe tornare sui suoi livelli con Ballardini. Spero che venga reintegrato perché se ha giocato in Champions e con l’Ajax qualcosa sicuramento vale. Anche perché il nostro centrocampo non brilla certo per qualità”.

Ma il Genoa viene criticato sulla base del blasone o perché davvero non essendo una brutta squadra potrebbe fare di più? “Penso che il Genoa – prosegue Canfora – non abbia una rosa inadeguata. Credo che sia una squadra che potrebbe piazzarsi tra il decimo e il quattordicesimo posto. Maran ci ha messo del suo, a me non piaceva e non ero convinto della scelta. L’allenatore ex Cagliari pecca dal punto di vista del carisma. Ballardini è una figura più “paterna” e si è guadagnato sul campo l’essere considerato una persona saggia che fa le cose semplici ed efficaci. Già tre volte ha tolto le castagne dal fuoco al Genoa. Chiaramente, la squadra non è eccelsa e la società ha lavorato male in questi anni. Quindi ci sono delle attenuanti per Maran. Già dalla partita contro lo Spezia, tuttavia, ho visto un atteggiamento diverso da parte della squadra, che non si è disunita dopo aver preso il goal. Ballardini mi piace perché fa le cose semplici adattando il modulo ai giocatori e non viceversa. Non adoro troppo i fronzoli né i venditori di fumo, quindi sarei stato contento di vedere Ballardini in sella anche all’inizio della stagione. Si tratta di un mister poco ‘trendy’ e che quindi ruba meno l’occhio, ma vedo molti allenatori sopravvalutati che analizzandone bene la carriera non sono al livello di Ballardini, che sa anche rapportarsi molto bene con i giocatori”.