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Il 9 dicembre in Liguria scioperano 105mila dipendenti pubblici: “Noi garantiti? Basta guerra tra poveri”

Mercoledì si ferma tutta la pubblica amministrazione con poche eccezioni: "I nostri servizi fondamentali anche per le partite Iva"

Genova. Saranno circa 105mila in Liguria i lavoratori della pubblica amministrazione interessati dallo sciopero nazionale proclamato da Cgil, Cisl e Uil per mercoledì 9 dicembre, subito dopo il ponte dell’Immacolata. A fermarsi saranno diversi settori, dalla sanità alle amministrazioni locali, dalle maestre degli asili comunali al personale degli enti pubblici come Inps e Inail. Numerosi saranno i disagi per gli utenti, anche se i servizi minimi (comprese le forze dell’ordine) rimarranno comunque garantiti.

“Questo sciopero purtroppo dobbiamo farlo, e dobbiamo farlo adesso perché siamo in prossimità della legge di bilancio – spiega Gabriele Bertocchi, segretario ligure della Cisl Fp -. Noi vogliamo un sistema pubblico più efficiente per chi ci lavora ma anche e soprattutto per la cittadinanza. Quando parliamo di servizi pubblici parliamo di tutta la pubblica mercoledì 9 dicembre amministrazione. Chiediamo un numero di assunzioni adeguato e in particolare bisogna assumere giovani perché l’età media dei dipendenti pubblici è di 51 anni”.

Sul tavolo c’è anzitutto il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da due anni, poi le carenze di personale causate dai pensionamenti anticipati. Ma anche le conseguenze del coronavirus che al 31 ottobre aveva colpito a livello nazionale oltre 66mila dipendenti pubblici, pari al 15,8% del complesso delle denunce di infortunio sul lavoro pervenute dall’inizio dell’anno e al 9,8% dei contagiati comunicati dall’Istituto superiore, mietendo 332 vittime.

Nel frattempo c’è chi punta il dito (tra questi anche il presidente Toti) contro lo sciopero dei garantiti per eccellenza, cioè i lavoratori pubblici, nel momento in cui migliaia di autonomi e imprenditori (coi relativi dipendenti) navigano nel buio totale. “Però bisogna capire le motivazioni di questo sciopero – argomenta Paolo Badalini, segretario regionale della Uil Pa -. I servizi pubblici sono fondamentali anche per partite Iva, professionisti, cassintegrati. Noi chiediamo anche un potenziamento dell’Inps, che ha un ruolo centrale per la previdenza. I disagi ci sono stati perché la macchina pubblica non ha dato risposte adeguate. Dobbiamo innovare i servizi, altrimenti continueremo a farci la guerra tra poveri”.

“I servizi pubblici sono un po’ come l’aria, te ne accorgi quando ti mancano – rimarca Nicola Dho, segretario della Fp Cgil -. In questi mesi di pandemia sono stati essenziali per il futuro del Paese”. Lavoratori pubblici che, per quanto riguarda la sanità, sono stati definiti eroi “e ora invece siamo irresponsabili? Vogliamo dare un messaggio chiaro. È giusto essere sul posto di lavoro con le corrette garanzie di sicurezza e con le dovute retribuzioni che invece sono ferme a dieci anni fa”, aggiunge Carlo Benvenuto, segretario ligure della Uil Fpl.

I sindacati ricordano anche che nel settore pubblico lavorano anche diversi precari e che non sempre i livelli di stipendio sono quelli attesi. “Parliamo di persone che prendono anche meno di mille euro al mese, pensiamo ai collaboratori scolastici che sono sempre esposti al contagio”, spiega Dho. In questo caso l’adeguamento chiesto dai sindacati si tradurrebbe in appena 50 euro netti, ma di queste risorse, comprese in un pacchetto che varrebbe 400 milioni a livello nazionale, non c’è traccia nella legge di bilancio.

Il 9 dicembre, oltre allo sciopero per tutta la giornata lavorativa, sono convocate manifestazioni alle ore 10 davanti a tutte le prefetture italiane, compresa quella di Genova.