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I lavoratori pubblici in piazza a Genova: “Ma quali privilegi, siamo precari e a rischio Covid” fotogallery

Mobilitazione nazionale per il rinnovo del contratto e le assunzioni: "In Liguria mancano 5mila persone"

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Genova. “Non chiamateci privilegiati“. È il grido unanime dei lavoratori che stamattina sono scesi in piazza anche a Genova davanti alla prefettura in occasione dello sciopero nazionale del pubblico impiego proclamato da Cgil, Cisl e Uil. Una mobilitazione che coinvolge diversi settori dalla sanità alla scuola passando per le amministrazioni locali e gli istituti previdenziali per chiedere il rinnovo del contratto scaduto da due anni, adeguamenti salariali, nuove assunzioni e soprattutto basta alla precarietà che in alcuni comparti è ancora dilagante.

sciopero pubblico impiego

È soprattutto nella sanità che si vivono le situazioni più paradossali con una pandemia di coronavirus che non falcidia solo i pazienti. “Da noi abbiamo una marea di contagi, non c’è più personale e non siamo in grado di dare assistenza – racconta Carmela Sisti, operatrice sanitaria dell’Asl 4 all’ospedale di Rapallo dove c’è un cluster di contagi nel reparto di Medicina generale -. Tutto questo non è più accettabile, lo dico soprattutto per i pazienti, sono loro che dobbiamo salvare. Perché non ci siamo preparati prima?”.

Al presidio c’è anche Andrea, 33 anni, un suo collega del Galliera che lavora con un contratto a tempo determinato: “Vorremmo uscire dal precariato, vorremmo avere garanzie. Chiediamo sicurezza per dare dignità alla nostra professione”. E poi Marco, che è venuto a protestare con un bimbo piccolo sulle spalle: “Ora ho un contratto a scadenza, prima ero interinale come altre persone – spiega -. Lavoro in un blocco operatorio centrale, i rischi possono essere molti. Anche mia moglie è precaria, lavora nella scuola. Altro che le narrazioni che vedono nella pubblica amministrazione un privilegio. Non si può vivere in una società basata sul precariato. Non abbiamo sicurezza, eppure ci siamo sempre”.

sciopero pubblico impiego

Assunzioni, assunzioni, recitano gli striscioni. “Questo è uno sciopero che oltre al rinnovo del contratto vuole risolvere i problemi della pubblica amministrazione a cominciare dal personale per rendere l’amministrazione più efficiente – ricorda Gabriele Bertocchi, segretario della Fp Cisl Liguria -. Abbiamo bisogno di giovani che devono sostituire le molte persone andate in pensione. Abbiamo un’età media di 51 anni nella sanità e di 56 nell’amministrazione centrale. In Liguria le situazioni più critiche sono quelle della sanità. C’è la necessità di riportare il sistema ai numeri giusti per curare i cittadini liguri”.

Secondo Nicola Dho, segretario ligure della Fp Cgil, in Liguria mancano all’appello almeno 5mila persone: “Da prima della pandemia avevamo una mancanza di circa mille operatori sanitari, ora è stata colmata in parte con assunzioni che però sono temporanee. Una delle ragioni dello sciopero è proprio chiedere la stabilizzazione dei precari. L’ispettorato del lavoro è 14 anni che non fa un’assunzione. Gli asili nido e le scuole d’infanzia del Comune di Genova sono in grave difficoltà per quanto riguarda soprattutto gli operatori scolastici, a livello ligure si stima un centinaio. In generale quello che si chiede è un piano di assunzioni per mettere in sicurezza il sistema pubblico, ma anche il sistema di controllo, pensiamo all’Inps che ha assunto ma in quantità inferiori alle necessità”.

“Il reparto pubblico è molto importante per lo sviluppo di un paese moderno, per assicurare i servizi e la sicurezza, è uno sciopero che vuole rivendicare la garanzia di un servizio pubblico efficiente – aggiunge Paolo Badalini, segretario della Uil Pa ligure -. Purtroppo c’è molta precarietà anche negli interventi da parte di questo governo che deve assolutamente mettere in campo risorse e una volta per tutte un progetto serio sulla pubblica amministrazione”.