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Firmato il decreto Natale: Italia rossa nei festivi e prefestivi, a tavola al massimo due ospiti

Prevale la linea dura. Chiusi servizi non essenziali. Nei giorni 28, 29 e 30 dicembre e 4 gennaio i limiti saranno quelli da zona arancione

Roma. L’Italia sarà zona rossa nei giorni festivi e prefestivi compresi tra il 24 dicembre e il 6 gennaio, arancione nei giorni feriali. Inoltre, come da decreto precedente, dal 21 al 23 dicembre non ci potranno essere spostamenti tra Regioni.

L’ufficialità delle nuove restrizioni è arrivata al termine del consiglio dei ministri e intorno alle 22 di questa sera quando il premier Giuseppe Conte. Ha prevalso dunque la linea rigorista che prevedeva restrizioni pesanti per le festività per il timore del diffondersi dei contagi a causa degli spostamenti.

In dettaglio saranno considerati in tutta Italia da ‘zona rossa’, con divieto di spostamenti anche all’interno del proprio Comune i giorni del 24, 25,26 e 27 dicembre, dal 31 dicembre al 3 gennaio e il 5 e il 6 gennaio. Restano in arancione i giorni 28, 29 e 30 dicembre e 4 gennaio.

Ognuno farà quindi il Natale a casa propria (così come la Vigilia, Santo Stefano, Capodanno e la Befana) anche se con alcune, limitate, deroghe. A tavola (in casa) potranno esserci al massimo due persone in più rispetto ai residenti di un’abitazione (gli under14 non vengono calcolati, così le persone con disabilità e i conviventi non autosufficienti).

Lo spostamento verso le abitazioni private è consentito una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le 5 del mattino e le 22, e verso una sola abitazione ubicata nella medesima regione.

Cosa di può far in zona rossa?
Per il resto si potrà uscire di casa solo per ragioni di lavoro, salute o necessità. I negozi saranno chiusi a parte i servizi considerati essenziali (per esempio farmacia, supermercati, alimentari, ma anche parrucchieri, librerie, cartolerie, ferramenta e tabaccai). Bar e ristoranti saranno invece chiusi: sarà possibile prendere cibo o bevande da asporto (ma con divieto di consumazione sul posto) oppure farseli consegnare a domicilio.

Sarà possibile poi uscire di casa per fare attività motoria (passeggiate) ma nelle vicinanze della propria abitazione. E si potrà fare attività sportiva esclusivamente all’aperto e in forma individuale all’interno del proprio Comune di residenza.

Cosa si può fare in zona arancione?
Nei giorni in cui tutta l’Italia, Liguria compresa, sarà in zona arancione ricordiamo che saranno aperti i negozi, ma i bar e i ristoranti resteranno chiuso (ad eccezione del servizio di asporto e domicilio). Sarà possibile circolare liberamente solo all’interno del proprio Comune di residenza o domicilio e quindi fare anche passeggiate senza il limite della prossimità.
Tuttavia ci sarà una deroga per i Comuni sotto i 5000. Per chi risiede in questo tipo di Comuni saranno consentiti spostamenti per una distanza massima di 30 chilometri e senza potersi recare nelle città capoluogo di provincia.

Fino alla fine delle festività permane comunque il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino con il divieto di uscire se non per lavoro salute o necessità.

Le parole di Conte. “Il virus continua a circolare dappertutto, in Europa, si lascia piegare ma non si lascia sconfiggere. Tra i nostri esperti c’è preoccupazione che la curva dei contagi possa subire un’impennata nel periodo natalizio. Il Cts ha espresso forte preoccupazione per gli assembramenti, la diffusa voglia, comprensibile, di socialità. Dobbiamo quindi intervenire e vi assicuro che non è una decisione facile ma sofferta, per rafforzare le misure necessarie per cautelarci meglio in vista della ripresa generale delle attività che avverrà a gennaio”.