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Dpcm Natale, alberghi chiusi ma seconde case aperte: “Milanesi, venite in Liguria”

Il sindaco di Recco: "Mi auguro che arrivino e ci aiutino a rigenerare la nostra economia". Federalberghi: "Annata da dimenticare"

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Genova. E se i proprietari delle seconde case raggiungessero la Liguria prima del 21 dicembre, aggirando il divieto di spostamento tra regioni imposto dal governo? “Io me lo auguro, speriamo che arrivino per rigenerare la nostra economia che ha patito tantissimo”. Ad aprire le braccia in segno di massima accoglienza è Carlo Gandolfo, sindaco di Recco in provincia di Genova, che non teme l’invasione di turisti nel periodo natalizio. Ma anzi, spera che la cittadina possa riempirsi di lombardi e piemontesi “complice il fatto che quest’anno non si potrà nemmeno sciare”.

Del resto è proprio questo uno dei possibili “effetti collaterali” delle misure anti-coronavirus varate per limitare al massimo la mobilità durante le feste. Se da una parte il Viminale ha annunciato un grande spiegamento di forze e mezzi, dall’altra va ricordato che fino al 20 dicembre rimarrà in vigore il sistema attuale. E quindi, se dalla prossima settimana – come affermano voci sempre più insistenti – Piemonte e Lombardia torneranno in zona gialla, si aprirà una finestra che permetterà ai loro abitanti di “fuggire” verso il mare della Liguria. Tenendo conto, tra l’altro, che il 6 gennaio terminano le restrizioni e che il rientro a domicilio è consentito sempre e comunque.

“Ovviamente diamo per scontato che chi si sposterà sia in buono stato di salute e non violi la quarantena – spiega Gandolfo – ma ricordiamo che i proprietari delle seconde case pagano le tasse qui, vivono per una parte dell’anno qui e hanno una forte ricaduta sul nostro tessuto economico. Non vedo perché non dovremmo augurarci che qualcuno possa muoversi in anticipo e passare da noi qualche giornata o magari tutte le feste. È chiaro che dal 21 dicembre in poi faremo in maniera rigorosa tutti i controlli per accertare che vengano rispettati i divieti”.

Ma se le seconde case almeno in parte verranno aperte, non sarà così per la maggior parte degli hotel del Tigullio. “Dal 15 dicembre moltissimi di noi terranno chiuso – annuncia Aldo Werdin, che rappresenta le imprese del Levante ligure per Federalberghi -. Qualcuno tentennava e voleva riaprire il 27 dicembre, ma anche loro ormai hanno deciso di ripartire direttamente a febbraio. Ieri avevo 8 camere occupate su 120, così non c’è storia”.

A differenza di Genova, dove il grosso delle prenotazioni invernali di solito è concentrato nei giorni intorno a Capodanno, in Riviera le festività natalizie sono un’occasione ghiotta: “A San Silvestro riuscivamo ad avere il 90-95% di riempimento – racconta ancora Werdin – e molti erano stranieri. Inglesi, svizzeri, francesi, negli ultimi anni avevo anche una decina di russi che arrivavano da Mosca. Sarebbe stato un buon momento per fare promozione in vista dell’estate 2021. Purtroppo quest’annata ormai è da archiviare, anche se a luglio e agosto abbiamo recuperato qualcosa”.

Le previsioni di bilancio per la fine del 2020 nel Tigullio parlano di un calo complessivo del 50% del fatturato e del lavoro stagionale, con ricadute che si faranno sentire a cascata anche sui ristoranti e sul resto dell’indotto. E l’afflusso alle seconde case potrebbe comunque non bastare per recuperare il giro d’affari.

“Qualcuno è già arrivato in questi giorni – riferisce il sindaco di Santa Margherita Ligure, Paolo Donadoni – ma ciò non toglie che la chiusura in generale arrecherà una diminuzione di persone presenti e quindi un danno al territorio. Per noi Natale e Capodanno sono giornate di punta ed è ovvio che quest’anno sarà diverso”. Meno permissivo il sindaco di Camogli, Francesco Olivari, che però ricorda: “Se vogliono muoversi prima per raggiungere le seconde case è un loro diritto, ma bisognerà controllare che questo non avvenga nei giorni vietati”.

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