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Dpcm, il Natale triste e assurdo dell’entroterra ligure: “Le nostre famiglie divise da un ponte”

I sindaci contro i paradossi generati dal divieto di spostamento tra comuni: "Passeremo il Natale da soli, sarebbe bastata una norma più elastica"

Genova. Mignanego è un comune di 3.500 (e rotti) abitanti sulla strada che collega Genova alla valle Scrivia attraverso il passo dei Giovi. Gran parte dell’abitato si sviluppa lungo il torrente Riccò, che insieme al Verde forma il Polcevera nella zona di Pontedecimo. Tutto ciò che si trova al di là di questo corso d’acqua, come lascia immaginare il nome, fa parte del comune di Serra Riccò. Nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno quel fiumiciattolo diventerà un confine invalicabile per effetto dei divieti imposti dal governo con l’obiettivo di prevenire il contagio da coronavirus.

È solo uno dei tanti paradossi che in questi giorni stanno finendo sulle scrivanie dell’Anci Liguria, l’associazione dei Comuni, che rappresenta il primo punto d’appoggio per i sindaci dei piccoli centri. “Va bene così, prima viene la salute – mette le mani avanti il direttore Pierluigi Vinai – ma il problema è che in questi luoghi c’è una continuità che va al di là dei confini amministrativi. Parliamo di famiglie, ma anche di campi e animali. Del resto sono situazioni che si trovano in tutta Italia”.

“Premetto che è giusto imporre delle regole, la mancanza di buonsenso ci ha già portato al liberi tutti – le fa eco Maria Grazia Grondona, sindaca di Mignanego – però ci sono problemi pratici che forse sfuggono a chi non conosce i nostri territori. Molti abitanti dei Giovi hanno i genitori o i figli a Busalla e non potranno vedersi, anche se distano appena due chilometri. E poi c’è il paradosso dei borghi che si trovano al di là dei ponti. Lì è questione di metri, neanche di chilometri”.

Spostandoci in un’altra valle la musica non cambia, anzi il registro si fa ancora più grave. “Sono incazzato – dice senza mezzi termini Sergio Capelli, sindaco di Gorreto, paese di 88 abitanti sulle sponde del Trebbia -. Da noi i comuni sono tutti collegati, non esistono confini. Parentele, commercio, se ognuno resta al proprio posto è la fine. Siamo tutti anziani, molti hanno i parenti che vivono a Genova e non potranno venirli a trovare”. E il rischio di contagiarsi? “Ognuno lo deve valutare a modo suo. Sarà un Natale di disagio e solitudine”.

Quello di Gorreto è uno dei casi in cui al problema del confine comunale si aggiunge quello del confine regionale. L’ultima casa del paese si trova a poco più di 100 metri dal territorio dell’Emilia-Romagna. “Ma quello l’abbiamo già digerito con la prima ondata – risponde Capelli -. Anziché fare la spesa a Ottone la faremo a Rovegno. Ma tutto il resto è un gran cavolata. Io ho quasi 79 anni, so come vanno le cose, fanno finta di ascoltarci ma noi piccoli comuni non ci considera mai nessuno. Ci sentiamo presi in giro”.

E poi altre assurdità in ordine sparso. Ancora in alta Valpolcevera ci sono abitanti di Ceranesi e Serra Riccò obbligati a transitare a Genova per muoversi da una frazione all’altra del proprio comune. Chi abita sulla sponda sinistra del Riccò deve “invadere” per forza Mignanego, perché l’unica strada passa di lì. Con un’interpretazione letterale queste persone sarebbero sostanzialmente bloccate in casa, a meno che non abbiano motivi validi per compilare un’autocertificazione.

Situazioni analoghe si vivono anche in riviera. Da Nervi si potrà andare a Voltri ma non a Bogliasco, dove molti hanno parenti e amici. Nella maggior parte dei casi non esiste soluzione di continuità tra i paesi: Pieve, Sori, Recco, Camogli, è un unico susseguirsi di case. Nel Tigullio i sindaci di Rapallo e Santa Margherita, divisi da pochi chilometri di Aurelia, sono già saliti sulle barricate.

“Certo, di fronte a quasi mille morti al giorno non si possono fare tanti discorsi – ricorda nuovamente Vinai, che il Covid lo ha vissuto e lo ha visto portarsi via due persone durante il ricovero in ospedale – ma queste sono difficoltà tecniche oggettive e speriamo che il governo le voglia risolvere con chiarimenti ministeriali (le famose Faq, ndr). E se non vorranno risolverle sarà un bel problema. O almeno dovranno garantirci che nessuno verrà multato in questi casi, che non sono pochi”.

Si potrebbe fare diversamente? “Chi ha scritto quel decreto poteva stabilire che per i Comuni sotto i 5mila abitanti ci fosse la possibilità di muoversi”, propone il sindaco di Gorreto. “Ma anche solo permettendo di raggiungere il comune confinante la maggior parte dei problemi sarebbe risolta”, osserva la collega di Mignanego. Per apportare correttivi ci sarà ancora spazio durante la fase di conversione del decreto legge in Parlamento, ma il governo per ora sembra davvero inflessibile.