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Depositi chimici, doccia fredda per Tursi: Enac ricorre al Tar contro delibera su terminal Messina foto

L'ente non era stato invitato durante la commissione che ha preceduto la delibera

Genova. L’Enac, l‘Ente nazionale per l’aviazione civile, ha annunciato di aver notificato il ricorso sulla delibera approvata dal Comune di Genova lo scorso 6 ottobre, ricorso che sarà depositato nei prossimi giorni al Tar della Liguria La delibera in questione è quella considerata propedeutica allo spostamento dei depositi costieri di Multedo presso gli spazi del Terminal Messina, a Sampierdarena: il ricorso dell’ente governativo arriva come una vera e propria doccia fredda per la giunta Bucci, che potrebbe quindi vedere saltare tutta l’operazione.

La notizia del ricorso è apparsa ieri sul giornale specializzato Ship to Shore ed è stata confermata oggi a Genova24 dall’ufficio stampa dell’ente: il ricorso sarà depositato nei tempi e nei modi previsti dalla normativa vigente in materia, e sarà giudicato dal Tar della Liguria, competente per gli atti amministrativi di comuni e regioni.

Non sono ancora noti i dettagli su cui si fonda il ricorso, ma la delibera ha seguito un iter “sui generis” fin dall’inizio, accompagnata da aspre polemiche politiche, ma nn solo. Su tutte, a far scatenare l’opposizione in Sala rossa fu proprio l’assenza di Enac durante la discussione in commissione monotematica convocata ad hoc, senza invitare però l’ente. Un’assenza da molti considerata dirimente, in quanto la delibera entra nel merito della sicurezza aeronautica proponendo sostanzialmente di svincolare dal solo Piano di Rischio Aeroportuale le aree ricadenti alla cosiddetta zona B del cono aereo (che in teoria vedrebbero il divieto di costruire, tra le altre cose, impianti potenzialmente esplodenti) ma inserendo nella valutazione anche il Risk Assesment, di emanazione comunale e dell’Autorità portuale, che procede con una analisi quantitativa dei volumi di traffico dello scalo. In questo modo quello che oggi è il terminal Messina, che ricade in parte della zona B, potrebbe essere utilizzato anche per insediamenti industriali “a rischio di incidente rilevante”.

Una soluzione, quella escogitata da Tursi, su proposta dell’Assessore all’Urbanistica Simonetta Cenci di concerto con l’Assessore allo Sviluppo Economico Portuale e Logistico Francesco Maresca, pensata per provare ad uscire dal vicolo cieco dei tanti vincoli che ricadono sull’area portuale genovese per via della sua ubicazione così prossima alla città e dei tanti elementi che contiene, ma che ha suscitato molti dubbi e che oggi viene posta in dubbio proprio da quell’ente divenuto suo malgrado “convitato di pietra” ma che ora potrebbe svolgere il ruolo del maestro di cerimonia.

In serata, la replica. “Si avanti – ha commentato il sindaco Marco Bucci – il testo del ricorso non l’ho ancora letto, ma certamente ce lo aspettavamo. Comunque andremo avanti su questa strada perchè è la soluzione migliore. Il problema è di tipo amministrativa e va risolto, anche il porto dovrà lavorarci insieme a noi”.