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Decreto Natale, Conte: “Non manderemo la polizia nelle case, si esce con l’autocertificazione”

La precisazione è relativa agli spostamenti e alla deroga circa le persone non conviventi

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Genova. “Un sistema liberaldemocratico non manda la polizia in casa, a meno che non ci una flagranza di reato. Noi non entriamo nelle case degli italiani, è un decreto concepito come limite alla circolazione. Si esce con l’autocertificazione” ha detto il premier Giuseppe Conte spiegando il decreto Natale che consente alcune deroghe agli spostamenti e sembra lasciare spazio a una certa libertà per i pranzi delle feste.

Conte in realtà ha parlato, nello specifico, di possibilità di «ricevere nella propria abitazione fino a 2 persone non conviventi con eventualmente i propri figli minori di 14 anni”: una specificazione ulteriore rispetto a quanto precisato nel decreto, dove si parla di limiti allo spostamento. Conte ha poi parlato della possibilità di verificare — con un “incrocio» delle autocertificazioni — se in una casa ci sono più di due persone non conviventi.

Il testo del decreto spiega: “Durante i giorni festivi e prefestivi compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 sull’intero territorio nazionale si applicano le misure di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2020 (quelle delle «zone rosse», ndr) […] lo spostamento verso le abitazioni private è consentito una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05,00 e le ore 22,00, verso una sola abitazione ubicata nella medesima regione e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi».