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Decreto Natale, Confartigianato Liguria: “Servono risposte adeguate”

Il decreto impatterà su oltre 7.000 artigiani liguri

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Genova. “Il decreto legge del governo condiziona pesantemente l’attività di 7.148 imprese artigiane con 18.814 addetti che, proprio durante le festività natalizie, realizzano gran parte del loro fatturato. Comprendiamo l’esigenza di dare priorità alle misure di contenimento del contagio ma auspichiamo che l’esecutivo metta in campo le risorse adeguate per compensare l’impatto delle disposizioni su tutti i settori”.

Questo il commento del presidente di Confartigianato Liguria Giancarlo
Grasso che esprime preoccupazione per gli effetti del decreto su artigiani
e piccoli imprenditori. “Tra i settori che risentiranno maggiormente delle
restrizioni – sottolinea – vi è quello dell’alimentazione in cui operano
in Liguria 3.039 imprese artigiane che danno lavoro a oltre 10.600 addetti
e che, dopo le perdite registrate durante il lockdown a Pasqua, ora
subiscono un duro colpo. Tra le più penalizzate le 573 pasticcerie e
gelaterie costrette alla chiusura prolungata insieme alle attività di
ristorazione”.

Il presidente di Confartigianato Liguria auspica che i ristori previsti
dal governo “siano realmente adeguati a compensare le perdite subite dalle
imprese, sia dal punto di vista della quantità delle risorse messe in
campo, sia nel tenere conto di tutte le attività collegate a quelle
soggette a chiusura. Le nostre imprese hanno bisogno di certezze e di
chiarezza” e, a tale proposito, Grasso giudica “incomprensibile la
discriminazione nelle disposizioni applicate alle attività di estetica e
di acconciatura: obbligati alla chiusura le prime, aperte le seconde”.