Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

De Ferrari, l’albero di Natale donato dalla Val d’Aveto ci è costato oltre 8000 euro

La pianta in sé è gratis ma a tanto ammontano le spese di taglio e trasporto affidate a una ditta specializzata. Per il montaggio ci hanno pensato Aster e le gru Vernazza

Genova. Si sa che Natale non è tale senza l’albero e una piazza De Ferrari senza il classico abete non si può vedere. Ma se vi siete chiesti quanto possa costare, in termini di denaro pubblico, l’allestimento dell’addobbo natalizio per eccellenza la risposta è semplice: 8.296 euro.

A tanto ammonta il valore del servizio affidato in forma diretta dal Comune di Genova alla cooperativa Alta Val d’Aveto con una determinazione dirigenziale (trattandosi di importo inferiore a 40 mila euro non è necessaria una gara pubblica). Servizio legato specificatamente al taglio e al trasporto della pianta, alta oltre dieci metri e arrivata a “Deffe” alla fine di novembre.

Ma non era un regalo della Val D’Aveto? Certo, è così. L’abete in sé è stato regalato al Comune di Genova dal Parco dell’Aveto. Quello che viene pagato è appunto la spesa di taglio e trasporto – dalla valle fino alla città – un’operazione complessa, costosa e attuabile solo da un’impresa del settore. L’allestimento in piazza De Ferrari è stato invece realizzato da Aster, nell’ambito del contratto di servizio, con il supporto di Vernazza Autogru.

L’abete proviene da una foresta a “gestione responsabile” da parte della stessa cooperativa e il suo taglio deriva da operazioni di miglioramento e riqualificazione dei boschi di un’area protetta. I lavori di rinaturalizzazione delle foreste del Parco prevedono infatti tagli selettivi di molte conifere di impianto artificiale, tra cui abeti rossi e bianchi, per una graduale sostituzione con latifoglie naturali come faggi e aceri.

Oltre al valore simbolico e promozionale, l’iniziativa ha quindi aspetti ecologici ed educativi perché, al termine delle feste natalizie, l’albero verrà trasformato in cippato, immagazzinato e utilizzato nelle aiuole e giardini genovesi per impedire la crescita di vegetali infestanti.