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Crollo ponte Morandi, i periti: “La bobina non si è staccata e non ha causato il collasso del viadotto”

Quella del coil staccatosi dal tir è una delle tesi sostenute da Autostrade per spiegare il crollo del viadotto

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Genova. “Le analisi svolte […] portano ad escludere con elevata probabilità l’ipotesi che il coil possa essere caduto dal tir mentre quest’ultimo transitava a cavallo del giunto tra la pila 9 e il tampone 10”. Lo scrivono i periti del gip Angela Maria Nutini che dedicano un intero capitolo all’analisi sulla presunta caduta del coil dal tir che secondo Aspi avrebbe provocato il crollo del ponte.

L’ipotesi si era affacciata a novembre 2018 quando in Procura era stato sentito come testimone Agostino Marioni, ex presidente della società Algea che nel ‘93 si occupò dei lavori di rinforzo della pila 11 del viadotto. Marioni dalla visione di alcuni video aveva ipotizzato che se il tir avesse viaggiato a 60km/h avesse perso il rotolo che pesa 3,5 tonnellate avrebbe sprigionato una forza cinetica tale da far crollare il ponte.

L’ipotesi era stata già a prima vista smentita dalla visione delle immagini della telecamere dell’azienda Ferrometal acquisite dalla Procura di Genova e rese pubbliche a luglio 2019 (guarda il video). Ora la perizia, con svariati calcoli ingenieristici sulla velocità e la traiettoria del tir, incrociati con i fotogrammi video escluse definitivamente che la bobina si sia staccata dal camion prima che quest’ultimo finisse già dal Morandi. Le conclusioni dei periti si basano su tre tipi di verifiche: “Un’eventuale manovra di deviazione della traiettoria del tir, necessaria affinché sul coil possa agire un’accelerazione trasversale alla direzione di avanzamento del veicolo che possa provocare la rottura delle cinghie e la caduta del coil per rotolamento, è incompatibile con le dimensioni della carreggiata – scrivono – pur ammettendo che il veicolo si sposti sulla corsia di sorpasso e rientri su quella di marcia prima dell’inizio del crollo, eseguendo una manovra con elevati valori della velocità di sterzatura, i valori dell’accelerazione centrifuga sarebbero significativamente inferiori a quelli necessari per attivare il moto del coil in direzione trasversale”.

In secondo luogo: “I fotogrammi del video Ferrometal evidenziano che: a. affinché il tir e la bobina siano visibili dalla telecamera è necessario che essi si trovino sempre sulla corsia di marcia perché, spostandosi sulla corsia di sorpasso, essi sarebbero coperti dal New Jersey e dal mancorrente che ne ostacolerebbero la vista; b. Nel fotogramma 1513 è visibile il tampone 10 al momento del crollo, sul quale sono visibili due sagome che corrispondono in posizione a quelle della cabina della motrice e al coil; c. la ricostruzione della traiettoria del tir conferma che esso ha proseguito la sua marcia in rettilineo senza alcuna deviazione.

Infine, “La posizione a terra del semirimorchio e del coil sono pienamente compatibili con l’ipotesi che i due corpi siano precipitati entrambi insieme fino a giungere al suolo, dove il coil è traslato verso destra sfondando le sponde laterali nella parte posteriore del semirimorchio”.