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Covid, amianto e maltempo: altri due mesi di ritardo per la messa in sicurezza del viadotto dell’aeroporto

I lavori su via Pionieri e aviatori d'Italia sono iniziati nel febbraio scorso, saranno ultimati a fine gennaio, e costeranno 200 mila euro più del previsto

Genova. Il covid, l’amianto, la viabilità e il traffico ferroviario. Che non sarebbe stato un lavoro semplice, quello della messa in sicurezza del viadotto di via Pionieri e aviatori d’Italia – il ponte di accesso alla zona dell’aeroporto – era noto da subito, ma gli imprevisti sono stati tali e tanti da spostare complessivamente di oltre tre mesi il termine dei lavori e di alzare di 200 mila euro circa l’asticella dell’importo della gara d’appalto.

Era il dicembre 2018 – pochi mesi dopo il crollo del ponte Morandi il Comune di Genova mise sotto la lente tutte le strutture soprelevate della città – quando venne lanciato, anzi ri-lanciato, l’allarme relativo alla tenuta strutturale del viadotto. Non solo, cinque anni prima la questione era già calda perché sia Comune, sia la società di gestione dell’aeroporto sia Autorità portuale si erano interrogate su di chi fosse la competenza per le manutenzioni di quell’infrastruttura.

Per alcuni mesi, dalla fine del 2018, il viadotto venne chiuso al transito dei mezzi pesanti con un’ordinanza comunale. Ordinanza, a dire il vero, quasi mai rispettata.

Nell’ottobre dell’anno scorso era stata approvata la progettazione esecutiva dell’opera di ripristino definitivo delle parti ammalorate del viadotto, quindi la modalità di gara. L’appalto era stato aggiudicato da Conister, un consorzio genovese, per un importo complessivo 579 mila euro.

Di quella cifra era stato finanziato inizialmente solo il primo stralcio, per un totale di 506 mila euro, poi integrato grazie alla rimodulazione degli interventi gestiti attraverso i fondi del decreto Genova. Il contratto è stato firmato nel febbraio del 2020 e i lavori consegnati pochi giorni dopo.

A marzo i lavori erano stati sospesi a causa del Covid – era stata la stessa impresa a dichiarare di non poter proseguire nel rispetto della normativa prevista allora dal Dpcm – e ripresi a inizio maggio con la fine del lockdown.

Altri imprevisti hanno però ulteriormente rallentato i lavori: il maltempo dello scorso autunno, che ha inficiato la posa delle fibre di carbonio inserite per potenziare la struttura, e la presenza di amianto in un edificio. L’impresa ha quindi chiesto di prorogare di 70 giorni i cantieri. Il Rup ne ha riconosciuti 44 spostando il termine dei lavori al 27 novembre.

Non solo. A causa di alcuni oneri aggiuntivi, come l’impiego di mezzi a rotaia per intervenire in area di Rfi, la redazione di perizie legate difficoltà non prevedibili in fase di progettazione, costi aggiuntivi legati all’emergenza sanitaria e apprestamenti di cantiere specifici per gli interventi da eseguirsi in via Siffredi, è stato deliberato dagli uffici comunali lo stanziamento di altri 207 mila euro rispetto all’importo totale e altri 58 giorni di lavori. Dunque la fine cantieri è rimandata – finalmente – a fine gennaio 2021.