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Coronavirus, un esercito di 600 operatori per vaccinare i liguri entro settembre

Prende forma il maxi piano nazionale, Toti: "Sarà tutto gestito dal commissario Arcuri, entro gennaio inizierà la prima fase"

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Genova. Una platea di circa 600 tra medici, infermieri e personale di supporto da assumere per somministrare il vaccino anti Covid alla maggior parte della popolazione della Liguria entro il mese di settembre. Prende forma l’eccezionale campagna di massa per distribuire il farmaco agli italiani nel minor tempo possibile. La regia dell’intera operazione sarà in mano al commissario straordinario Domenico Arcuri che oggi ha incontrato i presidenti delle Regioni per fornire i primi dettagli del piano.

“Arcuri ha confermato che l’auspicio è che nel prossimo mese di gennaio siano autorizzati da Ema e da Aifa i vaccini di Pfizer, Moderna ed Astrazeneca – ha riferito Toti – È ragionevole pensare che entro il mese di gennaio inizieranno le vaccinazioni dei lavoratori del comparto sanitario dei presidi, che è maggiormente esposto al virus, poi ci sarà la vaccinazione del personale e degli ospiti delle Rsa, che purtroppo nei mesi scorsi sono stati l’anello più debole. In totale si conta di effettuare un milione e 200 mila vaccinazioni”.

“Le vaccinazioni – ha aggiunto Toti – saranno effettuate presso una ventina di centri operativi, che corrisponderanno ai nostri principali presidi ospedalieri: a questi centri si farà riferimento per organizzare la vaccinazione dei lavoratori del mondo sanitario delle Rsa.

La seconda parte, invece, vedrà coinvolto il resto della popolazione. “Questa fase andrà ad attivarsi e, speriamo, a esaurirsi nel corso del secondo e terzo trimestre dell’anno prossimo, quindi a settembre si conta di essere riusciti a vaccinare la gran parte del campione nazionale“.

La Liguria, ovviamente, non farà eccezione e seguirà le stesse modalità previste per le altre regioni, visto che  il coordinamento sarà strettamente gestito da Roma. Anche l’anagrafe vaccinale, con la registrazione delle persone vaccinate e conseguente rilascio del certificato di vaccinazione, verrà istituita dal commissariato nazionale.

Le dosi, com’era noto, saranno tutte immagazzinate in un unico centro di smistamento a Pratica di Mare e da qui distribuite alle singole strutture sul territorio. Per quanto riguarda almeno la prima fase la logistica sarà gestita direttamente da Pfizer. “Poi ci sarà una ricognizione sulle regioni, noi abbiamo dato disponibilità per un centro di stoccaggio per ogni provincia – ha spiegato Toti – e dove non ci sia l’attrezzatura necessaria sarà comunque il commissariato nazionale a doverla fornire, compresi i frigoriferi per le basse temperature, le siringhe e ogni altro mezzo utile alla diffusione e inoculazione del vaccino. Dal sistema sanitario regionale non verrà acquistato nulla né sarà titolato a farlo”.

Per la vaccinazione su larga scala, invece, è previsto un piano di assunzioni che coinvolgerà 10mila unità di personale sanitario. “La parte relativa alla Liguria corrisponde a circa il 4%”, spiega Toti. Che vuol dire, aggiungendo le figure collaterali (amministrativi, assistenti, tecnici) circa 600 lavoratori specializzati e non nella nostra regione che saranno ingaggiati esclusivamente per l’operazione anti-Covid con la mediazione di un’agenzia di somministrazione attraverso bandi gestiti sempre dalla struttura commissariale.

Oltre a reclutare il personale andranno poi scelti i luoghi in cui istituire i centri di vaccinazione, che potrebbero sfruttare anche la modalità drive-through ben rodata per i tamponi rapidi, e in ogni caso saranno “concordati di concerto tra il commissario e il sistema sanitario regionale”. Da definire inoltre l’ordine di priorità che vedrà comunque al primo posto le fasce più anziane (esclusi gli ospiti delle Rsa, che verranno vaccinati subito) e le persone con qualche fragilità.