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Coronavirus, la task force di Alisa: “Rt in Liguria prossimo all’1, adesso serve attenzione”

L'aumento dei pazienti in ospedale non è un buon segnale, "ma non è automatico che la Liguria venga classificata come arancione o rossa"

Genova. Nelle settimane passate la Liguria era stata la Regione con l’indice Rt più basso d’Italia, ovvero un Rt a 0,67. Un ottimo risultato frutto anche delle strategie anti-contagio prese anche in anticipo rispetto a quelle imposte a livello nazionale. Ma i dati dicono che non è possibile, oggi più che mai, abbassare la guardia.

“Gli ultimi dati in nostro possesso sull’indice Rt, ovvero quello che spiega quante persone sono contagiate per ogni nuova persona positiva, è ormai prossimo all’uno e l’aumento dei pazienti negli ospedali ci porta a pensare che nella concretezza questo valore sia stato forse anche superato”. Ad avvisare sullo stato dell’arte è Filippo Ansaldi, responsabile prevenzione di Alisa e membro della task force per l’emergenza Covid.

Prevenzione, appunto. Ed è cruciale, al momento, prevenire che quell’Rt vada fuori controllo. “Al momento comunque l’incidenza del Coronavirus in Liguria è costante”, aggiunge Ansaldi riferendosi all’andamento del numero di nuovi casi rapportato alla popolazione.

“Attenzione, però, è importante adesso continuare a mettere in pratica tutti i comportamenti di auto tutela, dal distanziamento, all’igiene personale, all’uso della mascherina e rispettare le regole per non far aumentare i casi”, sottolinea il professor Ansaldi.

Ma se l’Rt sta crescendo ed è prossimo a 1 la Liguria, che era entrata nel periodo di Natale in “giallo”, rischia di risvegliarsi “arancione” o, peggio, “rossa”? Per il responsabile prevenzione di Alisa non è così semplice: “La valutazione del ministero deriva dai dati di impatto incrociati con i dati di probabilità, è una valutazione complicata basata su 26 macro-indicatori – afferma – non solo, una volta individuato il rischio, che al momento potrebbe essere su un livello moderato, si va a osservare anche la resilienza del sistema sanitario, che al momento vede un buon numero di posti letto a disposizione. Ad ogni modo, è importante fare attenzione adesso”.

Oggi è calato di cinque unità il numero di ospedalizzati, che si assestano a 774 pazienti negli ospedali liguri ma nei giorni stato c’è stato in effetti un aumento “algebrico” (compensato da decessi e dimissioni) ma anche effettivo.

Stabili le terapie intensive e gli accessi ai pronto soccorso. Lo conferma Angelo Gratarola, direttore dei Diar emergenze urgenze: “Gli accessi al pronto soccorso sono bassi – dice – pari a un terzo rispetto al periodo pre Covid, per fare un esempio al San Martino abbiamo al massimo 130 passaggi al giorno e questo accade ormai da tempo”. Anche le terapie intensive seguono questo andamento: “Il numero si aggira intorno ai 60 – aggiunge – e bisogna tenere conto che alcuni malati sono in rianimazione per ragioni diverse, il covid è un fattore aggiuntivo rispetto ad altre patologie”. Stabile anche il numero di pazienti in terapia intensiva, con un continuo turn over, ha spiegato il direttore della clinica Matteo Bassetti.