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Coronavirus, 340 nuovi casi su 4707 tamponi. Ancora 25 morti, ricoverati sotto quota 900

Calano anche le terapie intensive e le persone in sorveglianza attiva

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Genova. Sono 340 i nuovi casi di coronavirus registrati in Liguria dall’ultimo bollettino Alisa/Regione per il ministero della Salute. Il dato è relativo all’esecuzione di 4.707 tamponi molecolari, mentre i test antigenici sono stati 4.095.

Il tasso di positività rispetto ai tamponi orofaringei (molecolari) è dell’7,2%, che conferma la tendenza al ribasso dei numeri del contagio da Covid

Ecco il dettaglio:
• IMPERIA (Asl 1): 35
• SAVONA (Asl 2): 37

GENOVA: 176, di cui:
Asl 3: 132
Asl 4: 44

• LA SPEZIA (Asl 5): 73
Non riconducibili alla residenza in Liguria: 19

Resta pesante il numero dei morti, ancora alto, 25 quelli registrati nelle ultime 24 ore, relativi ai giorni che vanno da 24 novembre al 10 dicembre. Il più giovane tra i deceduti è stato un uomo di 61, in cura presso il San Martino di Genova.

Ci sono 20 pazienti in meno ricoverati in ospedale e quindi il totale scende sotto quota 900, arrivando a 887 persone ospedalizzate. Sono 84 i pazienti in terapia intensiva, uno in meno di ieri.

I casi attivi di coronavirus in Liguria sono al momento 8.783, 200 meno di ieri facendo conto anche dei decessi e dei 515 guariti con doppio tampone nelle ultime 2 4 ore. Di questi 4.903 sono in provincia di Genova. In sorveglianza attiva restano 7.325 persone, di cui 3.383 nell’area dell’Asl3.

“Sebbene si debba sempre tenere alta l’attenzione e rispettare tutte le buone regole che ci siamo dati, questa non può che essere una grande notizia! Pensate che nel picco di metà novembre abbiamo raggiunto quota 1600 posti letto occupati, che in meno di un mese sono praticamente dimezzati – commenta il governatore Giovanni Toti – Purtroppo è ancora troppo altro il numero delle persone che ogni giorno piangiamo, ed è per questo che dobbiamo essere rigorosi e non cantare vittoria contro un’emergenza sanitaria di queste dimensioni. Però è giusto anche ringraziare tutti i liguri per gli sforzi e i sacrifici che stanno facendo e che contribuiscono a questi risultati. E cogliere l’occasione, ancora una volta che non è mai abbastanza, per dire grazie ai nostri sanitari che, a tutti i livelli, stanno lavorando da mesi in prima linea contro il Covid. Ora prepariamoci a trascorrere il Natale in sicurezza, tenendoci strette le nostre tradizioni, e attendiamo notizie da Roma, nella speranza che le famiglie italiane si possano riunire senza discriminazioni tra chi abita nelle grandi città e chi vive nei piccoli comuni. Coraggio, qui non si vincono guerre, ma a furia di vincere tante piccole battaglie sono certo che possiamo farcela”.