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“Coprire lesione calotta”, allarme per la scritta in galleria: ma è un ‘appunto’ lasciato dagli ispettori

Era riferita ad un intervento già svolto e che riguardava, secondo Aspi, a parti superficiali del rivestimento

Genova. “Coprire lesione calotta”, questa la scritta ‘scoperta’ in queste ore nella galleria Mainfreida sulla A26 e fotografata da un automobilista e che, pubblicata su facebook sul Gruppo Viabilità Valle Stura e Orba, ha fatto subito il giro della rete, mettendo in allarme gli automobilisti genovesi e non.

La dicitura ha giustamente creato un po’ di inquietudine, soprattutto in ricordo dei fatti successi esattamente un anno fa, cioè il crollo di parte della volta della galleria Bertè, sempre sulla A26, ma nei fatti si tratta ‘solo’ di un appunto lasciato dagli ispettori durante le fasi di verifica a cui la galleria è stata sottoposta. Secondo quanto comunicato dalla stessa Aspi si tratterebbe di indicazioni per interventi nel frattempo già portati a risoluzione: “La lesione alla calotta cui si riferisce la scritta indica un distacco superficiale, già risolto, sopra al quale devono soltanto essere montate delle reti – si legge nella nota di Autostrade – Nella galleria Manfreida Nord infatti sono stati infatti già realizzati tutti gli interventi considerati prioritari dagli ispettori, mentre restano da eseguire interventi programmabili, come appunto quelli riguardanti le reti, che verranno effettuati dal 2 gennaio in poi”.

“La scritta in rosso riportata sul piedritto della galleria Manfreida Nord, a circa 200 metri dall’imbocco, è stata fatta dagli ispettori della RTP Lombardi, Rocksoil e SWS, durante la fase di assessment cui la galleria è stata sottoposta – continua la nota – Si tratta di un modus operandi legato alla successiva redazione del progetto di ripristino: gli ispettori scrivono indicazioni sulle aree da trattare, associando anche il codice IQOA, che classifica eventuali danneggiamenti per la definizione delle successive modalità intervento”. In queste ore, quindi, i tecnici hanno già provveduto a cancellarla.

Sono passati 12 mesi dal crollo verificatosi nella Bertè, e in questi mesi abbiamo visto ispezioni, chiusure e interventi di messa in sicurezza, che abbiamo “apprezzato” anche per i grandi disagi che tutti noi ricordiamo. Dopo la fase emergenziale, coordinata tra Aspi e Mit, oggi è in atto la seconda fase di cantieri che nei prossimi anni interesseranno tutta la rete ligure, tra gallerie e viadotti, per recuperare quanto non fatto nei decenni precedenti, le cui responsabilità sono oggi al vaglio della magistratura.