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Contro i manifesti anti-aborto la campagna di Non Una Di Meno: “Il vero veleno è l’obiezione”

Il collettivo femminista in corso De Stefanis per "correggere" il messaggio dell'associazione ProVita

Genova. Il Comune di Genova ha chiarito qualche giorno fa che non farà nulla per rimuovere i manifesti anti-abortisti fatti affiggere dall’associazione ProVita. Ma le attiviste di Non Una di Meno non si arrendono.

Questa mattina, come annunciato nei giorni, hanno protestato in corso De Stefanis, a Marassi, dove si trova uno di quei discussi manifesti e oltre ad aver distribuito alcuni volantini sul tema del diritto alla scelta e del diritto all’aborto, garantito dalla legge italiana in materia, hanno modificato proprio quel cartello.

Lo slogan dei manifesti “Prenderesti mai del veleno?” è stato oscurato da un’altra scritta: “Il vero veleno è l’obiezione”. Questo per sottolineare come in Italia, e in Liguria, sia altissimo il numero di medici e ginecologi che si rifiutano di praticare l’aborto o di prescrivere i farmaci come la pillola Ru-486, rendendolo meno semplice e aumentando il rischio che donne e ragazze ricorrano a soluzioni poco sicure.

“Sul mio corpo decido io” un altro dei contro-slogan diffusi in questi giorni a Genova dal collettivo femminista. Nei giorni scorsi sono state tante le voci che si sono levate contro i manifesti di ProVita – associazione non nuova a scatenare polemiche con i suoi messaggi – dai medici ginecologi che si sono scagliati contro le falsità scientifiche riportate in quel cartello, ai sindacati, dal comitato Liguria Pride a molti partiti di centrosinistra.