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Congiunzione fra Giove e Saturno, finalmente visibile anche nel cielo di Genova

L'immagine è stata ripresa da Marina Costa e Walter Riva dell'Osservatorio Astronomico del Righi

Genova. La fotografia spettacolare che vedete in apertura a questo articolo è stata ripresa poco dopo il tramonto di ieri, sabato 26 dicembre, alle 17:47, dal quartiere di Genova Righi. A fornirla gli appassionati dell’Osservatorio astronomico del Righi.

“Finalmente le condizioni meteo ci hanno permesso di immortalare la congiunzione fra Giove e Saturno che, seppure abbiano raggiunto la minima distanza apparente la sera del 21 dicembre, appaiono ancora ravvicinati in cielo anche se in fase di allontanamento reciproco”, dicono dall’osservatorio.

L’immagine è stata ripresa da Marina Costa e Walter Riva dell’Osservatorio Astronomico del Righi con camera Sony 7 Alpha e teleobiettivo Sony 50 mm, f/1.8, esposizione 1/20 s, 800 ISO.

“Ricordiamo che secondo un’ipotesi di Keplero, fu proprio una simile congiunzione ravvicinata fra Giove e Saturno avvenuta fra il 7 e il 6 a.C. a rappresentare la “stella” seguita dai Magi citata nel Vangelo di Matteo e che la tradizione vuole che fosse una cometa con la coda. Ma le minuziose cronache cinesi dell’epoca non narrano di avvistamenti di comete luminose negli anni a ridosso della nascita di Gesù. Simbolicamente, la congiunzione fra Giove e Saturno potrebbe aver suggerito ai Magi, che più che re erano astrologi e sacerdoti dediti al culto di Mitra, che era venuto il tempo (Saturno) che un grande re (Giove) di giustizia (ancora Saturno) arrivasse a regnare i Giudei (perchè la costellazione nella quale all’epoca avvenne la congiunzione era quella dei Pesci, simbolo di Mosè e per estensione di tutto il popolo ebraico)”, spiegano dall’Osservatorio astronomico del Righi.

“Questa volta la congiunzione avviene nella costellazione del Capricorno e i due oggetti saranno visibili, bassi a Occidente subito dopo il tramonto del Sole, ancora per una decina di giorni dal tramonto del Sole e fino alle 18 circa. Ovviamente occorrono condizioni meteo particolarmente favorevoli e un orizzonte molto aperto a sud-ovest per poter tentare l’osservazione”, concludono dall’osservatorio.