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Centri commerciali chiusi nel weekend, Coop Liguria: “Dannose, favoriscono gli assembramenti”

Il presidente Pittalis: "Misure vengano corrette, i centri commerciali sono luoghi presidiati e sicuri, 
più dei centri storici dove controllare gli accessi è molto più difficile"

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Genova. Coop Liguria è pienamente in sintonia con la posizione di preoccupazione espressa in modo unitario da ANCC-Coop, ANCD-Conad, CNCC – Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali, Confimprese e Federdistribuzione in relazione alle nuove limitazioni imposte ai punti vendita presenti all’interno dei centri commerciali nell’ultimo DPCM del Governo.

“Questa nuova limitazione – dice il presidente di Coop Liguria Roberto Pittalis – comporta la chiusura dei punti vendita non alimentari dei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi del periodo natalizio, finendo per generare maggiori assembramenti altrove. Chiudere i centri commerciali, infatti, ha come unica conseguenza quella di aumentare l’affollamento delle vie dello shopping, che sono veri e propri centri commerciali a cielo aperto, e i cui varchi di accesso, specie in Liguria, sono molto più difficili da presidiare. Inibire l’apertura dei negozi nei weekend, inoltre, significa favorire la concentrazione degli acquisti dal lunedì al venerdì”.

Per Coop Liguria – e per gli stessi operatori dei centri commerciali – “la salute è al primo posto, sempre. Ma riteniamo queste misure del tutto inutili, se non dannose, per la prevenzione del contagio, anche perché i centri commerciali sono strutture sicure: applicano procedure e controlli stringenti sin dalle prime fasi dell’emergenza e si sono sempre attenuti in maniera scrupolosa a tutte le prescrizioni di legge”.

“Sul piano economico – prosegue Pittalis – queste chiusure costituiscono una grave limitazione al servizio dei cittadini e producono un danno pesantissimo agli operatori del commercio e ai loro lavoratori. Solo nei centri commerciali a insegna Coop e Ipercoop della Liguria operano 210 tra negozi e pubblici esercizi, con ben 820 occupati diretti e un indotto (vigilanza, pulizie, sanificazioni) di altri 210 lavoratori, già duramente colpiti dalle misure restrittive della scorsa Primavera e degli ultimi mesi. Per supportarli, come Coop Liguria abbiamo offerto ai conduttori un contributo proporzionale ai giorni di chiusura e garantito uno sconto nelle fasi di ripartenza. Quello che loro chiedono, però, è di poter lavorare in sicurezza”.

“Le misure introdotte con l’ultimo DPCM, inoltre, hanno ulteriormente accresciuto l’incertezza interpretativa di cui sono vittima i supermercati e gli ipermercati, lasciandoli in balia della libera interpretazione di chi effettua i controlli, rispetto alla possibilità o meno di vendere nei weekend alcune categorie di prodotti non alimentari, compresi molti beni di primissima necessità”, dice ancora la nota do Coop Liguria.

“Alla luce di tutto questo riteniamo che il Governo debba cogliere con la massima urgenza l’invito rivolto dalle associazioni di settore a correggere il DPCM, eliminando le limitazioni ai negozi che operano nei centri commerciali e cancellando, in tal modo, una ingiustificabile disparità di trattamento che altera la libera concorrenza e penalizza alcuni operatori rispetto ad altri, dopo che hanno investito ingenti risorse per garantire ai propri clienti le migliori condizioni di sicurezza”, concludono dalla cooperativa.