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Calcio e disabilità

Lo speciale del Ct Vaniglia

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Oggi 3 dicembre 2020 si celebra la Giornata internazionale delle persone con disabilità che è stata proclamata nel 1981 con lo scopo di promuovere i diritti e il benessere dei disabili.

Dopo decenni di lavoro delle Nazioni Unite, la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, adottata nel 2006, ha ulteriormente promosso i diritti e il benessere delle persone con disabilità, ribadendo il principio di uguaglianza e la necessità di garantire loro la piena ed effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società.

Anche il gioco del calcio è diventato uno sport aperto a diverse tipologie di disabilità. Quelle che partecipano ai giochi Paralimpici sono: il calcio per non vedenti e il calcio per persone affette da paralisi cerebrale infantile, meglio definiti come Calcio a 5 un lato e Calcio a 7 un lato.

Ma esistono altre varianti del gioco, come il calcio per disabili in carrozzina regolamentato dalla FIPFA (Federation Internationale de Powerchair Football Associations) e il calcio per sordi parte della FSSI (Federazione Sport Sordi Italia).

Il gioco del calcio a 5 prevede la partecipazione di atleti con disabilità visive, che siano esse cecità o ipovisione; le categorie sono due: B1 e B2/3 e si differenziano tra loro per la tipologia di atleti a cui si rivolgono. B1 è rivolto ad atleti affetti da cecità mentre B2/3 ad atleti ipovedenti.

La prima disciplina fa parte degli sport ammessi alle Paralimpiadi, è uno sport che ha qualche regola unica rispetto al calcio tradizionale, ma nonostante questo si rifà alle norme FIFA. Nel calcio B1 il campo ha forma rettangolare ed ha una dimensione tra i 38 e i 42 metri di lunghezza e tra i 18 e i 22 in larghezza, essendo rivolto a cecità totale, vengono utilizzate delle sponde laterali; il pallone è costruito con al suo interno dei sonagli acustici metallici in grado di aiutare l’atleta.

La squadra è formata da 4 giocatori non vedenti, un vedente in porta e un altro vedente che si posiziona nel fondo campo avversario utile a indirizzare i giocatori della sua squadra, questa figura viene chiamata guida all’attacco; l’allenatore si occupa della guida a centrocampo e il portiere nella guida alla difesa. Chiaramente nessun altro può parlare durante il gioco per evitare confusione e le guide possono dare indicazioni solo quando il gioco è nella loro area di pertinenza. Il portiere può spostarsi solo all’interno dell’area del portiere e non possono fuori da questo spazio toccare in alcun modo la palla. Tutti i giocatori non vedenti devono indossare una mascherina oscurante per evitare che chi possiede la percezione della luce possa essere avvantaggiato.

Nel calcio B2/3 si gioca in-door o out-door in un tradizionale campo di calcio a 5 con il classico pallone da calcio a 5. Si differenzia dal calcio FIFA da pochissimi dettagli come ad esempio la durata del gioco che è ridotta a 25 minuti per ciascun tempo e oltre ai giocatori e l’allenatore non è necessario nessun altro componente del team. In questa variante il portiere può spostarsi nell’area di rigore così come succede nel calcio tradizionale e nessun giocatore deve indossare alcuna mascherina.

La FISPIC (Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi) è l’organo che regolamenta e gestisce il calcio per non vedenti e tutte le attività svolte da persone con disabilità visive.

Calcio a 5 per sordi. Questa disciplina Paralimpica si compone di squadre formate da 5 o 11 elementi ciascuna; le regole sono le stesse del calcio per normodotati con l’unica differenza della segnalazioni, che vengono fatte con bandierine colorate a sostituire il fischietto.

Non dimentichiamoci mai di questo mondo perché come dice Papa Francesco: “La mancanza di salute e la disabilità non sono mai una buona ragione per escludere o, peggio, per eliminare una persona dalla nostra società”.