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Botteghe storiche, arrivano le targhe del Comune per i negozi e i locali più antichi di Genova

Istituite 10 anni fa, sono negozi attivi da almeno 70 anni – molti anche da 200 anni e più – con elementi architettonici, arredi, attrezzature storiche originali e funzionanti

Genova. È pronta per essere esposta nelle 43 Botteghe storiche, locali di tradizione e di pregio di Genova la nuova targa con il logo, scelto tra oltre 300 progetti grafici pervenuti nella call lanciata dall’assessorato al Commercio e all’Artigianato del Comune di Genova.

logo botteghe storiche

“Siamo orgogliosi – dichiara l’assessore al Commercio del Comune di Genova Paola Bordilli – di consegnare le prime targhe tra pochi giorni alle botteghe, che potranno essere così facilmente riconoscibili ai genovesi e ai visitatori della nostra città. Genova ha forse il più alto numero del Paese di botteghe che hanno una lunga storia alle spalle. Sono negozi, attività commerciali e artigiani che rappresentano non solo un capitale imprenditoriale, ma anche umano, sociale e del saper fare della nostra comunità”.

“Nell’attuale contesto economico, tutelare e valorizzare le nostre tradizioni diventa non solo una necessità imprescindibile a livello economico, ma anche un dovere istituzionale su cui questa amministrazione e il mio assessorato si sta fortemente impegnando a tutela della piccola impresa e dei saperi antichi della tradizione locale, di cui è indispensabile una trasmissione generazionale”, continua.

Le Botteghe storiche, istituite 10 anni fa, sono negozi attivi da almeno 70 anni – molti anche da 200 anni e più – con elementi architettonici, arredi, attrezzature storiche originali e funzionanti. “In questo momento in cui tutti ci chiedono di valorizzare gli esercizi sotto casa – spiega il segretario generale della Camera di Commercio di Genova Maurizio Caviglia – le botteghe storiche e gli esercizi di tradizione siano la punta di diamante di questa importante realtà. Compito delle istituzioni è quello di renderli visibili certificando il possesso dei requisiti relativi. Le nuove targhe aiuteranno una migliore riconoscibilità”.

A Genova, sono raffinate confetterie e cioccolaterie, negozi di tessuti, abbigliamento e sartorie, capaci di creare cravatte fatte a mano arrivate fino alla casa reale d’Inghilterra, drogherie, friggitorie e tripperie, laboratori che tengono vive tecniche tradizionali per lavorare il vetro, produrre timbri o magari tappi; botteghe che hanno sede in edifici antichi, inseriti nel tessuto del centro storico, con arredi e attrezzature d’epoca.

Per preservare questo patrimonio è stato istituito l’Albo delle botteghe storiche, in cui vengono inseriti da Soprintendenza per i Beni Architettonici, Comune di Genova e Camera di Commercio di Genova gli esercizi che, oltre a essere in attività da almeno 70 anni, soddisfino almeno tre dei cinque requisiti richiesti: la conservazione di elementi architettonici, arredi, attrezzature o strumentazioni storiche originali e ancora funzionanti, l’aver conservato la documentazione che testimonia la storia dell’esercizio, il contesto ambientale in cui operano. noltre, è stato istituito un Albo dei Locali di Tradizione e dei Locali di Interesse Culturale.

“In questo momento particolarmente difficoltoso per il tessuto commerciale della città di Genova – sottolinea il soprintendente di Genova Manuela Salvitti – la consegna delle targhe ai titolari delle Botteghe Storiche genovesi è un atto simbolico che assume una particolare pregnanza. Corollario di un percorso ormai quasi decennale che ha visto coinvolti in sinergia il Comune, le associazioni di categoria, la Camera di Commercio e gli istituti periferici del MiBACT, questo atto non deve essere immaginato come un punto d’arrivo, ma come una tappa in un processo che auspichiamo possa dare i suoi frutti migliori nei prossimi anni. La qualifica di Bottega Storica ha infatti la sua ragion d’essere nel coniugare la valorizzazione delle imprese commerciali storiche della città, e la tutela del patrimonio culturale materiale e immateriale che per queste ultime rappresenta un valore aggiunto imprescindibile. Una sintesi, questa, che dovrà essere necessariamente centrale per le future strategie di salvaguardia e rilancio di queste realtà”.