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Asl 3, l’accusa del sindacato Fials: “Borse di studio per mascherare lavoratori precari e sottopagati”

Contestato il nuovo bando per il settore amministrativo: "Occorre assumere a tempo indeterminato"

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Genova. L’Asl 3 genovese ha pubblicando un bando per l’assegnazione di una borsa di studio di 24 mesi riservata a laureati in giurisprudenza, economia, scienze politiche e simili per un incarico di tipo amministrativo. E il sindacato Fials lancia l’accusa: si tratta di uno dei tanti “posti di lavoro precari e sottopagati mascherati da borse di studio“.

Fials considera anzitutto “discutibile” la scelta aziendale “anche in considerazione dell’attuale situazione emergenziale: c’è davvero bisogno esperti esterni per questo genere di attività? E’ stata davvero esaminata la possibilità di reperire risorse interne?”. E ribadisce “che occorre assumere a tempo indeterminato con contratti nazionali pubblici invece di assumere ancora con le cosiddette borse di studio”.

Per il vincitore si prospetta un incarico di 36 ore settimanali per una retribuzione lorda di 24mila euro, cioè 2mila euro lordi al mese “senza contributi, senza malattia, senza infortuni, senza diritti, senza contratto”. ricorda il sindacato. Nei fatti una paga lorda da 12,80 euro all’ora per laureati e diplomati specializzati mentre i bandi Cococo per operatori socio-sanitari pagano 15,30 euro all’ora.

“Nella sanità genovese e ligure e in Asl 3 si moltiplicano le cosiddette borse di studio che spaziano in ogni campo: farmacia, ingegneria, laboratori d’analisi, settore amministrativo eccetera – denuncia ancora la Fials -. D’altra parte il governo del cambiamento aveva assicurato di avere eliminato la precarietà (e la povertà), con il decreto dignità, e l’attuale governo (come i precedenti) non ritiene di fare un bel nulla in proposito. La verità è che con questi sistemi un laureato costa un terzo del suo inquadramento contrattuale se fosse assunto a contratto sanità pubblica. La modernità conviene al padrone”.