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Arrestato per spaccio, muore mentre è in una cella di sicurezza: disposta l’autopsia

Secondo magistrato e medico legali intervenuti non ci sarebbero segni di violenza sul corpo

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Albenga. La sera prima era stato arrestato durante un’operazione antidroga, insieme a due donne e un altro uomo, ma questa mattina Emanuel Scalabrin (33 anni di Albenga), ieri è deceduto “durante il sonno” nella camera di sicurezza della Compagnia Carabinieri, dove era in attesa prima di essere trasferito nel carcere di Genova. Ancora in fase di accertamento le cause della morte.

Durante la notte, su richiesta degli stessi carabinieri, Scalabrin era stato visitato due volte, sia dalla guardia medica che dal pronto soccorso, perché aveva accusato i sintomi di una crisi di astinenza. In ospedale gli è stato somministrato del metadone, medicinale per cui aveva la prescrizione. Alle ore 11 di ieri mattina, quando i militari si sono recati nella camera di sicurezza per il trasferimento in carcere, è stato trovato senza vita.

Sul posto sono intervenuti il magistrato Chiara Venturi e il medico legale che ha eseguito un primo esame della salma, dal quale è stato escluso qualsiasi segno di violenza sul corpo. È stato aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio colposo, atto dovuto per poter effettuare l’autopsia che stabilirà le esatte cause della morte e potrà escludere con certezza eventuali errori o omissioni nel corse della visita al pronto soccorso.

Emanuel Scalabrin, uno dei quattro indagati (tutti italiani) arrestati dopo un blitz a Ceriale con diverse accuse dallo spaccio alla detenzione abusiva di armi alterate, si trovava ancora nella camera di sicurezza della caserma dei carabinieri di Albenga, in quanto le strutture di Imperia non accettano nuovi ingressi dopo le ore 20.