Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Ampliamento Panarello, il Municipio rilancia: “Ecco tre luoghi alternativi per tutelare lavoro e ambiente”

Roberto D'Avolio: "Basta con il ricatto tra lavoro e ambiente, serve il dialogo con i territori"

Genova. Una triade di location alternative, in aree industriali al momento libere, pronte ad ospitare una industria preziosa per la città come Panarello, migliorandone la logistica e preservando in questo modo l’equilibrio fragile del Parco del Mura.

Questo il rilancio del Municipio IV Media Val Bisagno, che ieri si è espresso nuovamente contrario all’allargamento dell’attuale palazzina industriale di via Carso, che, come richiesto dalla proprietà, la Panarello, sarebbe necessario per far fronte alle rinnovate esigenze produttive. Allargamento che sarebbe un “tradimento dell’indirizzo del Puc”, a cui sarebbe applicata una variante già proposta dalla giunta comunale.

“In pochi giorni abbiamo già trovato delle soluzioni che potrebbero rappresentare un’alternativa – sottolinea il comunicato stampa del municipio – e sono un edificio da 7000 metri quadri a Struppa, con oltre 1000 metri quadri di piazzale esterno, oggi in disuso, e poi un capannone industriale da 12mila metri quadrati, autotrenabile, in zona Staglieno, a pochi passi dall’autostrada“. Ma non solo, “insieme al presidente del Municipio V Romeo, che ringrazio – sottolinea Roberto D’Avolio – abbiamo individuato un edificio in zona Teglia, in Val Polcevera”.

Insomma, a cercare nelle tante aree in disuso oggi presenti in città, le possibili soluzioni si potrebbero trovare: “L’amministrazione comunale non ha mai optato per un confronto con i territori, calando dall’alto delle soluzioni che di fatto complicano solo le cose – spiega D’Avolio – Quando l’azienda bussò alle porte di Tursi, doveva iniziare un percorso diverso, sostenendola in scelte di valore per tutti, città, lavoro e ambiente compresi“.

Ma la querelle è arrivata anche in consiglio comunale, dove è stata oggetto di una riunione dei capigruppo, dove dalle opposizioni è arrivata la richiesta di una commissione specificia: “La commissione arriverà quando è già tardi, andava fatta prima – spiega Stefano Giordano, M5s – da febbraio scorso che la chiediamo, ora rischia di essere un mero passaggio formale”. “La giunta Bucci tratta tutte le questioni in maniera semplicistica – rincara la dose Cristina Lodi, Partito Democratico – il ricatto tra lavoro e tutela ambientale deve essere evitato e non può essere utilizzato in maniera strumentale per nascondere l’incapacità di gestire situazioni complesse e delicate come questa”.