Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Addio 2020, l’epidemiologo Bassetti: “La ricerca ha vinto ma in Italia si è uccisa la cultura della socializzazione”

"In campo culturale, non si può andare avanti così ancora per molto.Continuando con le chiusure, le conseguenze saranno devastanti sulle future generazioni"

Più informazioni su

Genova. Tempo di bilanci per tutti in questo ultimo giorno del 2020. E il direttore della clinica di Malattie infettive Matteo Bassetti, in un giorno importantissimo per il mondo sanitario e non solo con le prime vaccinazioni negli ospedali genovesi e liguri, non fa eccezione.

In un lungo post sulla sua pagina facebook fa un bilancio di questo anno terribile che ci lasciamo alle spalle.

“E’ stato un 2020 molto difficile per tutti, probabilmente quasi tutto da dimenticare. Ci sono state tante perdite umane a causa del Covid: a tutti quelli che non ce l’hanno fatta va un pensiero speciale da parte mia come medico, come cittadino e come Cristiano” dice Bassetti.

“Se dovessi dire chi ha vinto e chi ha perso nel 2020 a causa del Covid, non avrei dubbi a dire che abbiamo un vincitore che è la ricerca medico-scientifica e uno sconfitto che la cultura e la scuola – afferma l’epidemiologo genovese – La ricerca ha vinto perché ci ha dato in pochissimo tempo armi per prevenire e curare questa malattia nuova, concludendo l’anno con ben due vaccini già approvati e disponibili”.

“Chi esce sconfitto invece, se non addirittura morta, è la cultura, la scuola e l’università – dice – Cinema, teatri, aule di scuola superiore e non solo, aule di Università’ , tirocini pratici, musei, ecc. sono chiusi da troppo tempo. In Italia si è uccisa la cultura della socializzazione.
Si parla tanto di aiutare la ripresa economica, che è sicuramente fondamentale, ma non dimentichiamoci che in campo culturale, non si può andare avanti così ancora per molto.Continuando con le chiusure, le conseguenze saranno devastanti sulle future generazioni”.

“Occorre trovare una soluzione per tornare in sicurezza all’esercizio tradizionale della Cultura e della Istruzione – conclude – Mi auguro che il 2021 sia un anno di rinascita e di rivincita per tutti noi”.