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5G, ricorso al Tar contro sindaco di Genova respinto: “Necessario citare anche ministero”

Era stato presentato da 65 cittadini genovesi. Ravvisata anche una mancanza di giurisdizione sulla materia

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Genova. Il Tar della Liguria ha respinto il ricorso sottoscritto da 65 cittadini genovesi contro il sindaco di Genova, Marco Bucci, al fine di bloccare la sperimentazione 5G: i giudici amministrativi hanno infatti ravvisato una carenza giurisdizionale e la mancanza di citazione di parte anche di altri soggetti titolari in materia.

Il testo dei ricorrenti chiedeva l’accertamenti in sede di giurisdizione esclusiva, del potere-dovere del Comune di Genova, in persona del Sindaco, di tutelare i diritti costituzionali alla salute e alla salubrità verificando che l’attivazione degli impianti 5G rispetti i limiti di emissione attualmente vigenti, e, quindi, del potere-dovere del Comune di Genova di impedire, “allo stato delle attuali conoscenze scientifiche secondo il principio di precauzione per la tutela del preminente diritto della salute e per la tutela dell’ambiente, giusta i limiti normativi per le emissioni elettromagnetiche, l’attivazione/installazione di impianti radioelettrici 5G, di qualsiasi tipo, potenza e dimensioni sin tanto che non sarà possibile una misurazione esatta del campo da essi generato”.

Il ricorso è stato presentato contro il silenzio-assenso della giunta rispetto alla vicenda, nei confronti di Wind Tre spa, in questi mesi una degli operatori di telefonia attivi nella sperimentazione della nuova tecnologia, cosa per la quale i giudici del tar hanno optato per una carenza di giurisdizione per il caso soggettivo. Ma non solo: argomento di respingimenti del ricorso, giudicato inammissibile, il fatto che non sia stati citati altri soggetti istituzionali competenti sulla materia, come ad esempio il ministero della salute.