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Yacht Club Italiano, addio a Gian Luigi Lagorio Serra

Appassionato pioniere dello yachting, regatante e armatore di una delle prime Star italiane e del Dragone Malapaga

Genova. È mancato nella sua casa di Genova Gian Luigi Lagorio Serra. Una figura tanto importante per lo sport della vela quanto una grande perdita per lo Yacht Club Italiano, che va così a perdere un altro dei suoi punti cardine.

Nato a Genova il 17 gennaio del 1926, già direttore sportivo, segretario generale del club, prima nel 1957 e quindi dal 1971 al 1983, anno in cui ne assume la carica di vicepresidente insieme a Giovanni Novi, cedendo la segreteria a Chicco Gambaro.

Parallelamente è membro e figura di spicco del CIM, il Comitato Internazionale del Mediterraneo fondato nel 1926. Negli anni Sessanta il CIM ha contribuito a fianco del RORC all’introduzione dello IOR, e ora disciplina le regate degli yacht d’epoca e classici nel Mediterraneo. All’interno del CIM Lagorio Serra è stato fin dal 1951, anno di ripresa delle attività del CIM, rappresentante dell’Italia per conto dello YCI. Appassionato pioniere dello yachting, regatante ed armatore di una delle prime Star italiane (Guapa – 2480) e del Dragone Malapaga (I-7).

Anche nell’ambito della FIV (ex USVI) ha ricoperto ruoli importanti: membro della Commissione Sportiva, membro della Giuria d’Appello, presidente della Commissione Sportiva. Della classe Star è stato Capitano della Flotta di Genova (1949) e Segretario del XIV Distretto ISCYRA. Numerosi gli articoli a firma sua pubblicati sulle principali riviste dello yachting “Vela e Motore” e “Yachting Italiano” a partire dal 1949. Stella d’oro al merito sportivo del CONI nel 1987.

Con Lagorio Serra se ne va un protagonista di quello che è stato uno dei periodi d’oro per lo sport velico, testimone di passaggi importantissimi, non solo come dirigente del club, ma anche e soprattutto come autentico yachtsman. Proprio in occasione di una chiacchierata nella sua bella casa di via Serra in uno dei primi e torridi giorni dell’agosto scorso, come riporta Saily, Gian Luigi raccontava delle sue esperienze alla Giraglia (ne aveva corse in mare almeno una ventina) e con grande garbo, ironia e una invidiabile lucidità, ricordava i tanti episodi a lui occorsi durante le tante edizioni di una regata, che al pari suo, è uno dei tasselli più importanti e preziosi della storia dello Yacht Club Italiano.

Probabilmente, il ricordo di Gian Luigi Lagorio Serra che meglio lo descrive, sta proprio nelle parole da lui scritte nell’introduzione del libro scritto da Franco Belloni nel 1977 in occasione del 25° anniversario della Giraglia. Ricordando proprio altre due figure di spicco mancate da poco, Lagorio Serra chiosa: “Al ricordo di Guido Giovanelli e di René Levainville, che tanto amarono la Giraglia, questo libro è dedicato, così come è dedicato alle migliaia di uomini, giovani e vecchi, famosi e sconosciuti, che con cuore puro, amore per il mare, passione per la regata hanno, in venticinque anni, passato, con scafi modesti o con barche famose, il fatidico scoglio con la burrasca o la bonaccia, il sole o i piovaschi. Ed è dedicato anche a coloro che li seguiranno”.

La prefazione si intitola “Due gabbiani nel cielo”, poiché gli piaceva pensare che proprio nell’anima di quei gabbiani solitari visti prima da Giovanelli e poi da lui volteggiare sull’isolotto corso, vi risiedesse l’anima degli amici scomparsi. Raccogliendo il suo testimone, ci piace dunque pensare anche a noi che, da oggi, quei gabbiani siano diventati tre.