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Violenza sulle donne, Traverso (Siap): servono più soldi per rendere efficace il “Codice rosso”

Sono ancora troppo pochi i casi dove si dedicano ufficiali di polizia giudiziaria in modo specifico alla gestione del Codice Rosso

Genova. Meno parole e più fatti. Questo è ciò che chiede il Siap, sindacato italiano appartenenti polizia, in occasione del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Il Siap si è rivolto al prefetto di Genova affinché si faccia “promotrice di una forte sensibilizzazione istituzionale a favore di un maggiore investimento sul cosiddetto Codice Rosso. Azione che può concretizzarsi attraverso le scelte dei comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica presenti presso ogni prefettura della Regione Liguria”.

Roberto Traverso, dirigente nazionale Siap spiega: “Contro la piaga sociale della violenza sulle donne è fondamentale il delicato ruolo istituzionale svolto da chi deve raccogliere le denunce e indagare per far cessare le violenze, il dolore fisico e quello morale delle vittime e dei familiari. I casi di violenza tra le mura domestiche durante la pandemia Covid 19 sono aumentati vertiginosamente, inoltre aumentano le azioni messe in atto da “branchi” di giovani che diventano violenti, sotto effetto di droghe e alcool”.

L’introduzione del Codice Rosso ha fornito un nuovo strumento giudiziario che prevede tempi più serrati e quindi più rapidi per interrompere gli abusi e per riuscire ad assicurare alla giustizia i violentatori, ma occorrono più risorse da dedicare in modo mirato e specifico all’attività di polizia giudiziaria prevista.

In Liguria, presso le questure, commissariati e comunque in quegli uffici della polizia di Stato o altre forze dell’ordine dove si ricevono le denunce, secondo Traverso sono ancora troppo pochi i casi dove si dedicano ufficiali di polizia giudiziaria, (coadiuvati da agenti di polizia giudiziaria) in modo specifico alla gestione del Codice Rosso.

“È necessario investire con decisione su questo argomento per evitare che lo stesso personale continui ad essere costretto ad operare su più fronti operativi rischiando di non riuscire a dedicarsi con la dovuta serenità e calma professionale assolutamente necessaria per affrontare i casi di violenza che purtroppo spesso sfociamo anche in femminicidi. Situazione che sta ulteriormente aggravando in modo preoccupante la pressione dei carichi di lavoro sul personale della polizia di Stato. Inoltre è necessario che vengano organizzati su gut tutto il territorio regionale corsi di aggiornamento professionale specifici in collaborazione con le Procure della Repubblica”.