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Toti: “Uscire dalla zona arancione? Meglio tirare un po’ la cinghia per un Natale in serenità”

Il presidente conferma la linea della prudenza: "Per i parametri saremmo in zona gialla, ma dobbiamo fare uno sforzo straordinario"

Genova. La Liguria potrebbe restare in zona arancione anche più tempo del necessario, e cioè anche oltre la scadenza dell’ordinanza del ministero della Salute che cessa il suo effetto a partire dal 26 novembre. A suggerirlo è il presidente Giovanni Toti nella giornata in cui il governo ha solo confermato le misure già in vigore in sei regioni senza modificare in peggio la situazione della nostra.

“Sono quasi sicuro che per parametri noi la settimana prossima saremmo fuori dalla zona arancione – ha detto Toti ribadendo il concetto espresso ieri – dopodiché, siccome c’è un automatismo e un dpcm che vale fino al 3 dicembre, penso che dovremmo andare in zona gialla. Se invece mi chiede se sia opportuno andare in zona gialla o forse stringere la cinghia ancora un po’ di più per portarsi avanti, questa è una riflessione che credo sarebbe opportuno fare quando vedremo i dati la settimana prossima”.

Una riflessione che Toti in realtà avrebbe già fatto, pur senza sbilanciarsi troppo. “Potremmo essere stupiti favorevolmente ma io credo che noi dobbiamo fare uno sforzo straordinario – aggiunge -. Abbiamo assoluta esigenza di dare un po’ di libertà a questo paese nel mese di dicembre in cui si concentrano gli appuntamenti più importanti della nostra civiltà: quelli religiosi, i riti laici, il commercio che sta soffrendo. Vorrei essere sicuro che le nostre politiche siano abbastanza lungimiranti per garantirci poi una sufficiente serenità“.

Intanto i dati presentati da Alisa confermano il trend positivo degli ultimi giorni: il tasso di contagio Rt si conferma sotto 1 e l’incidenza è “due terzi rispetto a quella della prima settimana di ottobre – ha rilevato Filippo Ansaldi, responsabile della prevenzione di Alisa -. Questo trend deve essere mantenuto, quindi tutte le misure devono andare in quella direzione”. Prevista ancora una crescita delle terapie intensive “ma prevediamo un ritorno a situazioni quasi normali in una quindicina di giorni”, ha detto il primario del pronto soccorso del San Martino Angelo Gratarola.