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Toti: “Un lockdown per il porto di Genova sarebbe insostenibile alla vigilia di Natale”

Nelle prossime ore atteso il Dpcm con le nuove misure, la Liguria si troverebbe in "zona arancione"

Genova. “È chiaro a tutti che la Liguria e la città di Genova difficilmente reggerebbero lo shock di un nuovo lockdown generale“. È il monito lanciato dal presidente ligure Giovanni Toti in consiglio regionale mentre si attende nelle prossime ore il nuovo decreto del governo coi provvedimenti per arginare l’esplosione di contagi.

La Liguria, secondo quanto comunicato ieri dai tecnici della sanità regionale, dovrebbe trovarsi nella cosiddetta “zona arancione“, il livello intermedio delle tre fasce di rischio in cui l’Istituto superiore di sanità ha suddiviso l’Italia in base alla valutazione di 21 parametri oltre al dato dell’indice di contagio Rt.

I timori di Toti sono rivolti soprattutto alla “nostra attività portuale, alla vigilia del Natale. Il sistema portuale della Liguria dever poter continuare a lavorare per rifornire le imprese del nord Italia che sono impegnate a produrre, come è normale, tutto quello che i cittadini italiani ci auguriamo troveranno sulle tavole e nelle vetrine per il Natale, così come l’export, che è un pezzo essenziale del nostro benessere, passa per i nostri porti”.

Lo stesso governatore ligure ammette tuttavia che “saranno scelte complicate, scelte non facili da attuare, eppure qualcosa dobbiamo fare”. Il nuovo Dpcm dovrebbe arrivare comunque “nelle prossime ore“, e cioè entro stasera, secondo quanto ha detto la sottosegretaria alla salute Sandra Zampa a Radio1. “È abbastanza complicato – ha spiegato – cercare di fare una misura sartoriale basata su zone, è uno sforzo grandissimo che stiamo facendo. Il tentativo è non paralizzare il paese, voglio che sia chiaro. Non sarà un lockdown rigido, ma simile al modello tedesco, light”.