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Toti: “Pronti a chiudere i primi reparti Covid nelle prossime settimane se l’epidemia rallenta”

"Se così fosse ci fermeremmo al di sotto dei 1.600 posti letto senza intaccare la dotazione fino a 2mila"

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Genova. Il rallentamento dell’epidemia, “se fosse confermato, ci potrebbe consentire nelle prossime settimane la chiusura dei primi reparti“. A dirlo è il presidente ligure Giovanni Toti in conferenza stampa parlando dei posti letto riservati ai pazienti Covid.

“Se così fosse – ha detto Toti – ci fermeremmo al di sotto dei 1.600 posti letto senza intaccare quella dotazione fino a 2mila che avevamo chiesto come ulteriore sforzo al sistema sanitario regionale”. La decisione verrà presa in considerazione “qualora nelle prossime settimane le misure di contenimento sociale facessero da calmiere – ha ribadito il governatore – e quindi si confermasse la direzione di significativa riduzione” imboccata dalla curva epidemiologica.

I dati di Alisa confermano la tendenza positiva di cui parla Toti: nella settimana dal 9 al 15 novembre l’incidenza in Liguria si è attestata a 6,41 casi ogni 100mila abitanti mentre attualmente è 3,93 (ancora provvisorio).

Abbiamo superato il picco ma l’incidenza rimane alta, oggi abbiamo un trend in diminuzione da confermare – spiega Filippo Ansaldi, responsabile della prevenzione di Alisa – Sui posti letto di media intensità ci stiamo avvicinando all’acme della curva, mentre sui reparti di terapia intensiva abbiamo abbandonato il pericoloso trend esponenziale dei giorni scorsi, continua una crescita che dovrebbe via via esaurirsi”.

“Anche oggi – aggiunge Toti – gli accessi ai pronti soccorso di Genova sono in calo. Alle 15.30 di oggi gli accessi in ambulanza (considerando che i pazienti Covid o potenziali tali passano prevalentemente dal 118 e quindi arrivano tramite ambulanza) sono state 49 al San Martino, 23 al Galliera, 19 al Villa Scassi, 4 a Sestri Ponente e 6 al Gaslini. Al solo San Martino gli accessi totali, autonomi e in ambulanza, dalla mezzanotte di ieri sono stati 95″.

Domani alle 16.30, come ha confermato Toti, si terrà l’incontro tra i presidenti di Regione, il ministro Boccia e il ministro Speranza. Obiettivo, convincere il governo a cambiare i criteri per l’assegnazione dei colori (si punta a ridurre gli indicatori da 21 a 5), includere i tamponi rapidi nel totale dei casi testati e coinvolgere le amministrazioni locali nel meccanismo di valutazione che porta alla collocazione nelle tre zone cromatiche.