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Raccolta differenziata: Genova ancora molto indietro, anche se migliora

Il Comune di Genova è al 35,52%, registrando un aumento rispetto al 33,49% del 2018

Genova. Nuovo balzo in avanti della raccolta differenziata in Liguria, che nel 2019 raggiunge la quota del 53,43%, rispetto al 49,67% dell’anno precedente, nel 2015 era al 38,63%.
La Città Metropolitana di Genova è quella più indietro, però con il 44,62% di raccolta differenziata (era 41,55 nel 2018). Il Comune di Genova è al 35,52%, registrando un aumento rispetto al 33,49% del 2018. Al netto di quest’ultimo dato, il resto della Regione si assesterebbe a una percentuale di raccolta differenziata di oltre il 64%.

“I risultati accertati dall’Osservatorio ligure sui rifiuti sulla raccolta differenziata dei Comuni liguri nel 2019 – afferma l’assessore regionale al Ciclo dei Rifiuti Giacomo Giampedrone – confortano sulla continua crescita della raccolta differenziata e del tasso di riciclaggio e recupero sul territorio ligure, con buone prestazioni anche da parte di comuni importanti. Vedremo anche i dati del 2020, certamente influenzato dall’emergenza epidemiologica Covid-19, ma la tendenza positiva appare ormai consolidata”.

Secondo Giampedrone “Resta da fare uno sforzo importante da parte del Comune di Genova che segna un miglioramento ma con un risultato ancora non soddisfacente che purtroppo incide in modo significativo sul dato regionale complessivo. Bisogna agire sulla riduzione dei rifiuti da smaltire e, al contempo, completare rapidamente la realizzazione dell’assetto impiantistico previsto dalla pianificazione regionale, sia relativamente alla frazione indifferenziata sia alle filiere di recupero delle frazioni differenziate. Sono ancora troppi i rifiuti che devono essere inviati a trattamento e recupero fuori regione, con costi ambientali ed economici legati ai trasporti e a carico delle comunità locali”.

Grazie all’impulso dato dal 2015 da Regione Liguria con una revisione del quadro normativo, l’introduzione di un’addizionale a carico dei Comuni che non raggiungono il 45% di raccolta differenziata e, al contempo, la distribuzione a tutti i Comuni, tramite le Province, di oltre 7 milioni di euro per programmi di potenziamento della raccolta differenziata, a livello regionale, sono già 120 i Comuni che hanno raggiunto e superato l’obiettivo del 65%: erano stati 110 del 2018, 100 del 2017, 63 del 2016 e 32 del 2015.

In Provincia di Genova l’unico comune che ha superato superano l’80% di raccolta differenziata è Santa Margherita Ligure.
Tra i comuni oltre il 65% ci sono anche quelli con popolazione superiore a 15mila abitanti: Chiavari (67,09%) e la “capolista” Sestri Levante (75,86%).

Fra i Comuni che hanno avuto incrementi sensibili rispetto all’anno precedente sono da segnalare soprattutto Campomorone, che è passato dal 20,64% al 70,09% nel giro di 12 mesi, seguito dai vicini comuni di Ceranesi (dal 25,48% del 2018 al 74,24% del 2019) e Mignanego (dal 21,81% del 2018 al 66,8% del 2019). Un balzo in avanti dovuto principalmente all’introduzione della raccolta di prossimità, con bidoni ad accesso controllato, rispetto alla precedente modalità di raccolta stradale.

Sono invece 56 i Comuni virtuosi con un tasso di produzione pro capite molto basso, inferiore del 30% rispetto alla media regionale di 533 kg per abitante e che, pertanto, non si vedranno applicare l’addizionale del 20% sull’ecotassa sui conferimenti in discarica dei rifiuti residui: in provincia di Genova c’è Serra Riccò sotto i 260 kg/anno per abitante.

Sulla base della legge regionale introdotta nel 2015, tutti i Comuni che hanno superato il 65% di raccolta differenziata hanno diritto allo sgravio fiscale per il conferimento in discarica della frazione residua, articolato in fasce di risultato, dal 30% al 70% dell’importo base.

I Comuni che non hanno raggiunto i risultati prefissati dalla legge regionale dovranno versare entro il 31 dicembre prossimo il contributo previsto, diminuito di oltre il 50% rispetto al 2018 (356.100 euro complessivi nel 2019 rispetto ai 774.069,50 del 2018, in calo del 54%) in virtù dei buoni risultati raggiunti dalla gran parte dei Comuni liguri, con oltre il 70% dell’importo complessivo (oltre 260.500 euro) a carico del Comune di Genova.