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Pronto soccorso sotto pressione “ad ondate” ma terapie intensive non ancora al livello di guardia

I punti di emergenza sono "sotto pressione"

Genova. I tre pronto soccorso della nostra città sono sotto pressione per la grande quantità di accessi, che arrivano “ad ondate”, creando in alcune fasi del giorni lunghe attese e disagi per i pazienti.

A confermarlo Angelo Gratarola, direttore del Dipartimento Emergenza e direttore di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale Policlinico San Martino di Genova, membro della task force regionale, durante il consueto punto stampa sull’emergenza sanitaria in corso: “E’ evidente che la crescita dei posti letti della fase 4 e poi 5 nella città di Genova serve a creare un contenimento dei posti letto, affinchè tutti i pazienti che passano dal pronto soccorso poi possano trovare una sistemazione ideale“.

Nei giorni scorsi Genova24 aveva documentato alcune situazioni di estrema criticità per quanto riguarda i punti d’emergenza, con attese di ore per i pazienti e le ambulanze, secondo Grattarola si tratta di ondate fisiologiche: “Ci sono due fasi del giorno in cui si possono trovare questi imbuti, e sono la prima mattina e il tardo pomeriggio e sera – spiega – e la lentezza è dovuta al complicato protocollo necessario per visitare potenziali contagiati“.

Per quanto riguarda le terapie intensive “sulla disponibilità di 209 posti, oggi siamo ad una copertura poco sopra il 25% – conclude Gratarola – al di sotto del limite del 30%, individuato dal ministero come livello d’allerta”.