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Parco del Beigua, la Regione dice (ancora) no all’estrazione di titanio sul bric Tarinè

Piana: "È nostra intenzione evitare l'apertura di nuove cave", Scajola: "La nuova richiesta verrebbe bocciata come nel 2015"

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Genova. Niente cave di titanio nel parco del Beigua, almeno per ora. Gli assessori della giunta Toti tranquillizzano gli ambientalisti dopo la richiesta avanzata a fine agosto dalla Compagnia europea del titanio che, pur avendo incassato il no della Liguria nel 2015, ha provato nuovamente a mettere le mani sui giacimenti del bric Tarinè tra i comuni di Urbe e Sassello. A portare il tema in consiglio regionale con un’interrogazione sono stati oggi i consiglieri Selena Candia (Lista Sansa) e Gianni Pastorino (Linea Condivisa).

“Nel luglio 2015 – ha ricordato l’assessore Marco Scajola che mantiene la delega alle attività estrattive – la medesima compagnia aveva presentato un’istanza dichiarata inammissibile perché avrebbe comportato un prelievo di materiale dal territorio, e questo è assolutamente vietato dalle norme regionali a tutela del parco”. La richiesta presentata lo scorso 5 agosto, invece, come evidenziato anche dal ministero dell’ambiente che si è pronunciato nel merito, “tratterebbe di un’attività di ricerca senza prelievi di minerali e per come è stata formulata la domanda non servirebbe la Via”.

“Ma è ovvio – ha proseguito Scajola – che poi il privato sia motivato a richiedere un’attività estrattiva. Lì sì che partirebbe una procedura di Via che andrebbe a confermare quanto è stato fatto nel 2015. Il mio settore ha risposto che l’istanza non deve essere mandata alla Regione ma ai Comuni interessati. Allo stato attuale, quindi, non c’è nessun procedimento in atto e non c’è nulla da esaminare”. Inoltre, come ha rimarcato il vicepresidente e assessore ai parchi Alessandro Piana, la legislazione vigente per i parchi regionali esprime un divieto esplicito e perciò “sarà nostra intenzione evitare procedure di questo tipo e l’apertura di nuove cave”, ha aggiunto.

Già in passato il territorio del grande parco naturale era stato oggetto di corteggiamenti “estrattivi”, spentisi in una lite legale tra enti. Anche recentemente Legambiente aveva fatto una pubblica levata di scudi sulla vicenda, preparandosi alla battaglia. Tentativi che erano già stati avanzati negli anni passati, sin dagli anni ’70 del secolo scorso, periodo a cui risale la prima concessione ventennale mineraria.ù

“Possiamo tirare un sospiro di sollievo: il giacimento di titanio nel parco del Beigua non diventerà una cava – ha commentato la consigliera Candia -. Il parco è quindi salvo. Ma visto che la vicenda del titanio risalta fuori periodicamente da decenni, è evidente che il giacimento fa gola a qualcuno. Deve essere nostro compito non abbassare la guardia: il parco è una ricchezza, che deve arrivare intatta alle generazioni future”.