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Operazione “regalo di Natale”, un anno di indagini e i carabinieri arrestano cinque spacciatori

Tra Rapallo e Sestri Levante erano legati alla comunità marocchina e albanesi, alcuni pregiudicati altri insospettabili

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Tigullio. Quasi un anno di indagini per i carabinieri di Rapallo, che nel dicembre dello scorso anno, notando il comportamento sospettoso di un cittadino, poi rivelatosi cliente, hanno iniziato a investigare su una rete di spaccio tra pusher albanesi e marocchini.

Cinque arresti con ordinanze di custodia cautelare in carcere, le ultime tre eseguite questa notte, 13 persone denunciate e 10 mila euro sequestrati, oltre a circa un etto di cocaina e hashish il bilancio dell’operazione Regalo di Natale.

Il primo spacciatore a essere messo sotto la lente, un anno, un marocchino apparentemente insospettabile. Successivi accertamenti, effettuati anche attraverso articolate attività tecniche, conducono rapidamente i militari all’identificazione di altri due fratelli marocchini abitanti in Sestri Levante.

L’esame delle relazioni e dei contatti dell’insospettabile pusher porta gradualmente all’identificazione di due ulteriori soggetti (uno dei quali noto pregiudicato del posto) – anch’essi provenienti dal Marocco ed irregolari sul territorio nazionale, coinvolti nel medesimo traffico di sostanze stupefacenti (cocaina e hashish) e rivelatesi essere stretti collaboratori del connazionale.

Questi, a seguito dei primi arresti effettuati e orfani “temporaneamente” dell’insospettabile pusher (momentaneamente ritornato in Marocco), rivolgevano il loro interesse verso ulteriori fornitori presenti sul mercato, successivamente identificati, mediante un intenso lavoro di osservazione e pedinamento, in tre individui di origine albanese, anch’essi presenti nel tessuto criminale della città.

Emerge quindi una stretta rete di contatti tra i due gruppi etnici, entrambi coinvolti a pieno titolo nell’ambito della gestione del traffico e distribuzione dello stupefacente. Relazioni, che attraverso attente attività di intercettazioni telefonica, porteranno nel mese di marzo 2020 all’emissione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico dei due fratelli marocchini. Ulteriori indizi hanno portato alle altre denunce e arresti.