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Nuovo ultimatum per lo “Sbarasso da Superba”, via da San Quirico entro ottobre 2021

Il Comune cerca una collocazione alternativa in affitto, almeno 1.500 metri quadrati ben serviti dai mezzi pubblici

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Genova. Doveva traslocare entro il 2019, poi Tursi è sceso a patti coi nuovi proprietari dell’immobile e ha posticipato la scadenza. Ma ora per lo “Sbarasso da Superba“, il mercatino degli oggetti usati che la giunta Bucci ha istituito in via Semini a San Quirico per eliminare il suq abusivo di corso Quadrio, è scattato un nuovo ultimatum.

Il Comune di Genova ha pubblicato infatti il bando per cercare in affitto una collocazione alternativa rispetto al piano terra del mercato dei fiori, struttura che dal 2017 ospita il mercatino. L’immobile dovrà essere ubicato nel Comune di Genova, su un unico piano posto al livello stradale, per una superficie complessiva di almeno 1.500 metri quadrati. Tra i requisiti vengono specificati anche i buoni collegamenti viari e la possibilità di essere raggiunto facilmente coi mezzi pubblici. Il termine ultimo per la presentazione dell’offerta, è fissato per le ore 12.00 del 10 dicembre 2020.

L’edificio di via Semini – oltre 140mila metri quadrati complessivi tra aree coperte e scoperte – era stato venduto nel 2018 da Spim a una società toscana attiva nel settore della logistica per oltre 3,6 milioni di euro, dopo un primo bando andato deserto. Il Comune era riuscito però a negoziare coi nuovi proprietari una proroga sul rilascio dell’immobile.

“Il nuovo termine contrattuale è stato fissato a ottobre del 2021 – spiega l’assessore al patrimonio Pietro Piciocchi – e anche il mercato dei fiori sarà spostato più avanti. Per lo ‘Sbarazzo’ contiamo che sia più semplice trovare una soluzione”. Secondo il vicesindaco non c’erano altri spazi nelle disponibilità del Comune: da qui la scelta di pubblicare un bando per un immobile in locazione.

I banchi dei florovivaisti, invece, troveranno spazio nell’ex area Cociv di via Sardorella, sempre in Valpolcevera. Anche in questo caso il trasloco è previsto a ottobre dell’anno prossimo. “La realizzazione sarà piuttosto veloce perché si tratta di prefabbricati – precisa Piciocchi -. Entro Natale contiamo di chiudere la conferenza dei servizi”.

Per il mercatino e i suoi frequentatori – in gran parte stranieri che scambiano materiale di recupero, ma anche italiani in cerca di affari – inizia quindi una nuova odissea dopo l’emergenza coronavirus che aveva costretto a chiudere per mesi per la mancanza di postazioni igienizzanti e poca chiarezza sulle norme da seguire.