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Niente colpi di scena, Bertorello è il nuovo presidente del consiglio comunale foto

Bagarre in aula rossa, l'opposizione ha avanzato dubbi sulla legittimità della convocazione avvenuta senza prima le dimissioni dell'ex Piana

Genova. I mal di pancia sono rientrati, e così anche il rischio dei franchi tiratori – d’altronde dalla maggioranza avevano già assicurato che la nomina del nuovo presidente del consiglio comunale genovese era blindata – ma non sono mancate le scintille nel corso della seduta di oggi, in cui era prevista la votazione.

Federico Bertorello è il nuovo presidente del consiglio comunale di Genova. L’avvocato 40enne, Lega, prende il posto del collega di partito Alessio Piana che, eletto in consiglio regionale resta consigliere anche a Tursi ma senza ulteriori cariche.

La votazione è avvenuta a scrutinio segreto e, per la prima volta, anche via mail per consentire di votare con la garanzia della riservatezza anche i consiglieri che – possibilità contemplata nel periodo covid – hanno preferito assistere alla seduta da remoto.

La nomina avviene a un mese di distanza dall’ultimo rimpasto nella giunta Bucci e all’insediamento della giunta regionale, in base a dinamiche ed equilibri tra le due amministrazioni. Equilibri che non hanno lasciato soddisfatti tutti i partiti di maggioranza se, fino all’ultimo minuto, c’era fibrillazione tra i banchi dell’aula rossa.

Tra le voci circolate in buvette anche quella che i consiglieri di maggioranza si siano dati una sorta di “codice di voto” sule schede anonime per smascherare eventuali franchi tiratori. Il rischio per il centrodestra era che qualcuno potesse indirizzare la propria preferenza su un candidato alternativo. Magari proprio quel Guido Grillo (Forza Italia) decano dell’aula e vicepresidente del consiglio che alla fine ha ottenuto solo un voto (qualcuno, dice, dai banchi grillini).

Nell’ambito della votazione di oggi si è verificato anche un caso giuridico inedito nella storia del consiglio comunale. Alessio Piana, infatti, si è dimesso all’inizio della seduta stessa e non precedentemente (in altri casi la seduta di votazione del nuovo presidente era stata presieduta dal vice) e questo ha portato l’opposizione, in particolare Alessandro Terrile (Pd), a chiedere se la stessa convocazione della seduta fosse valida.

Ne è scaturita una discussione accesa e una temporanea sospensione del consiglio. La risposta del segretario generale Pasquale Criscuolo, che ha spiegato che non esiste una specifica disciplina in materia, non ha affatto convinto la minoranza. In segno di protesta, i consiglieri di opposizione non hanno quindi partecipato al voto per le prime due votazioni, quelle per cui erano necessari i due terzi degli aventi diritto. Alla terza votazione il risultato è stato di 24 voti a favore di Bertorello e 1, appunto, per Grillo.