Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Liguria verso la proroga della zona arancione fino al 3 dicembre, Toti: “Non dobbiamo mollare”

"Restare qualche giorno in zona arancione è una scelta opportuna, anche il ministro Speranza ne è convinto"

Più informazioni su

Genova. “La convinzione mia, condivisa anche dal ministro Speranza, è che sia importante in questo momento che l’epidemia scenda. Credo che restare alcuni giorni in zona arancione fino al rinnovo del Dpcm che scade il 3 dicembre, con le misure di contenimento che hanno già dato ottimi risultati, sia una scelta opportuna“.

Con queste parole in diretta dall’ospedale Sant’Andrea della Spezia il presidente ligure Giovanni Toti conferma la linea annunciata da giorni. E cioè che la Liguria è sì “una delle tre regioni che guidano la discesa dei contagi insieme a Lazio e Sardegna” e per questo avrebbe numeri da zona gialla, ma allo stesso tempo “non bisogna mollare l’attenzione che ci ha consentito di raggiungere questi risultati”.

La direzione, quindi, è quella di una proroga della zona arancione che per la Liguria scadrebbe naturalmente il 25 novembre, quando saranno trascorsi i quindici giorni di validità minima dell’ordinanza del ministero della Salute previsti dal Dpcm in vigore. “Nel pomeriggio – conferma Toti – ho parlato a lungo col ministero Speranza. Sarà la cabina di regia a Roma, con il comitato tecnico scientifico e l’Istituto superiore di sanità, a decidere cosa succederà nelle prossime ore”.

Ma la linea è già tracciata e le misure restrittive resteranno in vigore probabilmente fino al 3 dicembre, data dopo la quale dovrebbe entrare in vigore il nuovo decreto che non modificherà il sistema dei colori, ma sarà supportato forse da un meccanismo diverso di valutazione del rischio come chiedono Toti e i governatori delle altre regioni.

“Ovviamente – conclude Toti – ci aspettiamo tutti che di fronte a questi sacrifici anche il governo intenda consentire di prendere fiato all’economia dopo una lunga apnea. Sarebbe drammatico un Natale senza la riapertura di alberghi e ristoranti nelle grandi città”.