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Liguria in “zona arancione”? Decisione in arrivo, Toti: “Non sono contrario, anche io avevo dubbi”

Oggi la cabina di regia nazionale, poi il verdetto del comitato tecnico scientifico. Il presidente ligure: "Io voglio decidere insieme al governo"

Genova. Sono ore decisive per capire se la Liguria entrerà in una delle zone ad alto rischio, arancione o rossa, previste dall’ultimo Dcpm con restrizioni più severe di quelle attuali che vanno dalla chiusura totale di bar e ristoranti al divieto di uscire dal proprio comune di residenza fino all’autocertificazione necessaria per tutti gli spostamenti.

Nella giornata di oggi, domenica, è prevista la riunione della cabina di regia nazionale, quindi sarà il comitato tecnico scientifico a decidere come cambierà la “cartina dei colori” in base ai nuovi dati che le Regioni stesse hanno inviato. La collocazione della Liguria in “zona gialla” a dispetto dell’incidenza dei contagi e dell’affollamento degli ospedali aveva lasciato molti interdetti, compreso il presidente Giovanni Toti che aveva parlato di “perplessità” espresse dalla task force regionale e non aveva escluso “misure aggiuntive” a livello locale.

Nel frattempo la Procura di Genova ha avviato un accertamento sui dati inviati dalla Liguria al ministero della Salute, un’indagine “conoscitiva” che per ora non contempla ipotesi di reato. Il report arrivato ieri da ministero e Iss confermerebbe i dati del report precedente in base al quale la Liguria è stata inserita in “zona gialla”. A riferirlo è lo stesso Toti spiegando che tutti gli indicatori sono considerati di qualità e tre sopra il 90% di accuratezza. I due valori medi Rt si confermano a 1,37 e 1,48: “È la dimostrazione che in Liguria tanti professionisti lavorano con serietà e diligenza”.

Anche noi avevamo dubbi su questa scelta – ha ribadito tuttavia ieri il governatore – so bene qual è la situazione della Liguria, so qual è la situazione dei nostri ospedali e dei pronto soccorso, so quanto soffrono artigiani, commercianti ristoratori e non solo loro, così come so bene quanto soffrono i nostri pronto soccorso e le persone che attendono di farsi visitare. Su quei dati possiamo discutere, aspetto di confrontarmi con il ministro Speranza e sarò grato se lo faremo perché magari insieme riusciremo a prendere le decisioni migliori per il nostro territorio”.

Io non sono contrario se il governo dovesse rivalutare quei dati per chiederci qualche sforzo in più – ha aggiunto Toti – se è per il bene di tutti. Confrontiamoci e parliamone. Io ho sempre protetto le categorie economiche, ho aperto in anticipo assumendomi tutte le responsabilità e sono contrario anche ai miei colleghi quando dicono che la responsabilità è solo del governo che deve decidere da solo. Io voglio decidere insieme al governo per scegliere la cosa migliore e pensare cosa sia bene fare per evitare che i nostri cittadini si ammalino, per aiutare i nostri medici, per salvare il commercio durante il Natale”.

La nuova ordinanza del ministro Speranza potrebbe arrivare già nella giornata di domani (lunedì), ma il provvedimento potrebbe entrare in vigore con un ritardo di 24-36 ore per dare modo alle attività economiche di adeguarsi.

Secondo quanto riferito ieri da Toti “Genova è probabilmente arrivata al plateau dell’epidemia mentre stanno salendo le province, che sono un po’ in ritardo sul numero dei contagi”. La curva “cresce meno di quanto ci si potesse aspettare tanto che l’Rt della Liguria è leggermente diminuito rispetto alle scorse settimane” e questo secondo il governatore è dovuto alle misure varate a livello regionale prima del nuovo Dpcm.

Per quanto riguarda gli ospedali, Toti conferma che “al San Martino sarà pronta lunedì la struttura della Croce Rossa con 24 posti letto completamente attrezzati per consentire ai pazienti che arrivano di avere un po’ più di spazio per aspettare di essere visitati mentre all’interno del pronto soccorso è stato installato un sistema per l’erogazione dell’ossigeno senza la necessità delle bombole. Lunedì ci sarà una riunione per aprire due piani del padiglione C dell’ospedale Galliera dove attivare una quarantina di posti letto”.