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La vespa velutina è arrivata a Genova: primo ritrovamento ufficiale al Forte Tenaglia

Detta anche calabrone asiatico, non rappresenta un pericolo per l’uomo ma è una vorace cacciatrice di api

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Genova. La Vespa velutina è arrivata a Genova. La notizia era attesa da tempo, dati gli avvistamenti negli anni scorsi nell’imperiese e nello spezzino. Ma il ritrovamento dei giorni scorsi al Forte Tenaglia, sulle alture di Sampierdarena, è il primo riscontro ufficiale della presenza di questo insetto alieno invasivo nel territorio del capoluogo regionale.

La specie aliena Vespa velutina, anche nota come calabrone asiatico o calabrone dalle zampe gialle, non rappresenta un pericolo per l’uomo più di un normale calabrone nostrano; a differenza della tradizionale Vespa crabro (il nome scientifico del calabrone europeo), però, velutina è una cacciatrice di api particolarmente abile, e in un solo giorno può ucciderne centinaia. Per questo la sua presenza è una cattiva notizia, soprattutto per gli apicoltori.

Il primo esemplare consegnato ai tecnici Arpal per la registrazione su Libioss, l’Osservatorio ligure della biodiversità, è stato ritrovato sabato scorso nei pressi dell’apiario didattico di Forte Tenaglia, gestito da Alessandro Faruffini: è una delle tante attività svolte nell’ambito dell’associazione onlus La Piuma.

In particolare, a permettere la cattura di questa “numero uno”, sono state le trappole installate con il progetto europeo Aliem, nato un paio d’anni fa per realizzare una rete di sorveglianza sulle specie aliene invasive attiva fra sud della Francia, Liguria, Toscana, Corsica e Sardegna.

Terminato il monitoraggio del progetto, Faruffini ha continuato ad utilizzare le trappole, ispezionandole periodicamente alla ricerca di intrusi, fino alla scoperta di sabato.

Il progetto Aliem, iniziato dall’entomologo Valter Raineri – che anche dalla pensione ha contribuito a confermare l’identità dell’animale – è stato portato avanti da Daniela Caracciolo, che apre all’idea di un possibile Aliem 2.

“Le specie aliene invasive sono considerate dall’unione europea come una delle più serie minacce alla biodiversità – spiega la dott.ssa Caracciolo, referente dell’omonimo ufficio di Arpal – e riuscire ad avvistarle tempestivamente sul territorio permette di agire in maniera più efficace, contrastando o, in qualche caso particolarmente fortunato, addirittura fermando la loro proliferazione. Anche grazie ad Aliem si è creata una valida cooperazione con il mondo accademico e forestale, e ci sono tutti i presupposti per un secondo progetto che permetta di portare avanti quanto iniziato. In particolare, insieme alla realizzazione di una rete di sorveglianza transfrontaliera, abbiamo arricchito l’Osservatorio ligure della biodiversità con la sezione delle specie aliene invasive e Aliem 2, o come si chiamerà, potrebbe concentrarsi sugli strumenti di contrasto”.

Per questo motivo sarà importante la collaborazione anche con il mondo degli apicoltori: potrebbero essere proprio loro, infatti, a contribuire a trovare soluzioni innovative a tal proposito. ALPA Miele, Associazione Ligure Produttori Apistici, di cui fa parte l’apicoltore che ha effettuato il ritrovamento, e l’altra associazione regionale, ApiLiguria, portano avanti da anni campagne informative e sperimentazioni, con il supporto della Regione Liguria, per combattere Vespa velutina e sventare il grave pericolo che rappresenta per api e biodiversità.

A livello regionale, il Parco Naturale Regionale delle Alpi Liguri è stato individuato dalla Regione Liguria, con DGR n.743 del 6 settembre 2019, come Ente coordinatore della gestione organizzativa e amministrativa delle attività di prevenzione e di controllo della Vespa velutina e, in poco più di un anno di attività e tramite diverse squadre di operatori debitamente formati, ad oggi ha condotto la rimozione di oltre 800 nidi nei territori provinciali di Imperia, Savona e La Spezia.

Commenta il Vice Presidente della Regione Alessandro Piana, Assessore all’Agricoltura e ai Parchi: “Attraverso un proprio Ente strumentale, l’Ente Parco Naturale delle Alpi Liguri, la Regione Liguria ha saputo rispondere concretamente a una seria minaccia per la biodiversità e la sicurezza delle persone, garantendo la continuità di questo importante servizio di intervento, gratuito per tutti i cittadini, e contribuendo all’efficace contenimento di una specie aliena altamente invasiva, in difesa delle attività agricole e della flora spontanea legata all’impollinazione”.